ANNO 16 n° 273
La Cascina Orte, Brugnoletti si dimette
Il presidente deciso a mollare:
''Colpa dei tanti torti arbitrali''
24/02/2014 - 13:16

ORTE – Massimiliano Brugnoletti getta la spugna. Il presidente de La Cascina Orte, formazione che milita nel campionato nazionale di calcio a 5 serie A2, dice basta. Colpa dei torti arbitrali: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è la pessima conduzione di gara in occasione del big match di sabato scorso che si è disputato a Orte contro la capolista Corigliano. Una gara vinta “con merito”, sottolinea il numero uno de La Cascina dai calabresi, a cui non ha fatto da cornice una adeguata gestione da parte della giacchette nere. Brugnoletti ha riunito il consiglio d’amministrazione della società e ha scritto una lettera alla Divisione calcio a 5: “Dopo la partita di sabato e la incredibilmente pessima conduzione della stessa da parte della terna arbitrale, mi sono interrogato se valga ancora la pena continuare a profondere sforzi per questo movimento”, si legge nella missiva. C’era l’atmosfera giusta e una grande cornice di pubblico per rendere onore a due squadra valide che lottano per le prime posizioni: “Tutto questo - spiega Brugnoletti - è stato vanificato dall’arroganza, l’incapacità e l’irresponsabilità di una terna arbitrale, che, durante la partita (di cartello) con il Corigliano, ha esacerbato gli animi, ha disgustato il nostro pubblico, ha rovinato un match disputato ad altissimo livello (tecnico ed emozionale), tra due squadre bene attrezzate e che, in campo, si sono rispettate sino all’ultimo secondo; campo che, lo ripeto con serena consapevolezza, ha dato ragione alla squadra che ha avuto i maggiori meriti per conquistare i tre punti: la terna arbitrale non ha falsato la partita (che avrebbe avuto lo stesso destino), ma ha fatto molto peggio: ha letteralmente rovinato l’immagine del calcio a 5”.

Secondo Brugnoletti questo episodio non è isolato: “L’ennesimo episodio che testimonia come una componente, quella arbitrale, possa da sola rovinare quanto di buono quotidianamente fanno dirigenti, allenatori e giocatori; tra le mille insidie della congiuntura, per dare entusiasticamente lustro al calcio a 5. Sono oramai persuaso che viga una “geocrazia” arbitrale che non aiuta il movimento del calcio a 5, vanifica i nostri sforzi, toglie entusiasmo all’ambiente”. Quindi l’amaro addio: “ho convocato per questa settimana il consiglio di amministrazione della mia società per rassegnare le mie dimissioni per sollecitare una valutazione collegiale volta a comprendere seriamente se convenga ancora continuare a profondere risorse per questo movimento. Nutro poche speranze che la mia persona appena affacciatasi in questo mondo possa modificare quell’assetto “geocratico” che troverà la propria esaltazione nelle finali di Coppa Italia di serie A2; ma ho voluto lo stesso vergare qui il mio disappunto per offrire alle massime Autorità della Divisione un ulteriore elemento di riflessione”.






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