

VITERBO – Tranquilli, la carrozza del Duce non verrà demolita: parola di Atac. E’ dei giorni scorsi la notizia dell’imminente smaltimento di numerosi vagoni appartenenti all’ex società ferroviaria Roma Nord, ora nelle mani di Atac S.p.a. Molti, risalenti al Ventennio, sono ormai bloccati da anni sui binari morti della stazione di Viterbo e di altre della provincia.
Tra questi, anche il vagone numero 59, quello che venne utilizzo da Benito Mussolini per l’inaugurazione della linea ferroviaria Roma-Civita Castellana-Viterbo nel lontano 27 ottobre del 1932. Subito, con la notizia (rimbalzata anche sull’ Huffington Post), è partita la mobilitazione di comitati, politici e semplici cittadini, per salvare dalle fiamme delle fonderia l’importante reperto storico.
Come ha fatto il cavaliere Domenico Morosini, patron di Villa Carpena, l'ex residenza di famiglia del Duce ora trasformata in museo, sceso in campo personalmente per salvare la carrozza, proponendo ad Atac di portarla a Forlì (pagando lui stesso le spese del trasporto) come cimelio nella villa-museo dedicata a Benito Mussolini.
A fare chiarezza su tutta la vicenda, ora, ci ha pensato con una nota la stessa Atac S.p.a.
''Il vertice aziendale – scrivono dall’azienda romana per i trasporti -, preso atto della storia e dello stato della carrozza, ha avviato tutte le possibili iniziative che, nell’ambito delle proprie competenze,possano supportare la salvaguardia del mezzo''.
''A tal proposito – continua la nota - , ricordando che la proprietà della carrozza è della Regione Lazio, si sottolinea come la Regione stessa, per tramite dei suoi uffici tecnici di riferimento, abbia già espresso un preliminare parere positivo e che è previsto un incontro tra le parti già entro la prima metà di gennaio per definire il quadro e le soluzioni applicabili''.
''Ogni ricostruzione diversa da quanto sopra espresso – si legge in conclusione - è da ritenersi destituita di fondamento''.