ANNO 16 n° 275
La bimba di Parolisi parte civile contro il padre
15/02/2012 - 10:00

Ci sono la madre di Melania, il padre, il fratello, lo zio, forse qualche altro parente e ci sarà anche lei, la piccola Vittoria. Saranno tutti parte civile al processo contro Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore accusato di aver ucciso nella pineta di Ripe di Civitella (Teramo) sua moglie Melania Rea, il 18 aprile dello scorso anno.

Succederà se e quando il procedimento contro Parolisi verrà formalmente incardinato e quindi eventualmente il 12 marzo, data fissata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Teramo, Marina Tommolini, per la trattazione della richiesta di rito abbreviato fatta dalla difesa dell'indagato.

La piccola Vittoria, due anni e mezzo, farà dunque parte del processo contro il padre. Lo ha deciso lo stesso gip, nominando la nonna materna curatore speciale della bambina. Nonna con la quale la piccola vive e della quale è già tutore.

«Si tratta di un provvedimento del tutto normale, a tutela degli interessi di Vittoria - spiega l'avvocato Mauro Gionni, difensore della famiglia Rea -. Cioè, a tutela di colei che ha subito i maggiori danni dalla vicenda, avendo perso la madre». Un atto che non dev'essere inteso come la volontà del giudice e degli avvocati di schierare la bambina contro il padre. «Più semplicemente, se Parolisi sarà riconosciuto colpevole, avrà diritto alla liquidazione del danno». Se sarà assolto, riavrà almeno suo padre. È dallo scorso 20 luglio, infatti, che non lo vede.

Da quando è stato arrestato per poi essere rinchiuso nel carcere di Teramo. Il primo incontro, inizialmente stabilito per il 9 gennaio scorso, saltò all'ultimo momento, per decisione del Tribunale dei Minori dell'Aquila che accolse un'istanza di sospensione della famiglia Rea. Sospensione alla quale fece seguito l'intervento del giudice tutelare del tribunale di Nola (Napoli) che il 24 gennaio ha disposto una consulenza tecnica per analizzare entro 60 giorni la situazione psicofisica della minore dopo la perdita della madre e l'allontanamento del padre. E che valuti l'opportunità di rivedere il genitore. In ogni caso l'appuntamento dovrà essere preceduto da un programma preparatorio e di assistenza psicoterapeutica. Rimane in piedi la possibilità per la bambina di incontrare papà Salvatore. Il che genera un paradosso della giustizia.

Da una parte, cioè, il giudice autorizza la bambina al colloquio in carcere, seppure momentaneamente sospeso. Dall'altra, la autorizza a chiedergli i danni. Quanto al futuro processo, l'avvocato Gionni precisa che «per il momento ho chiesto la costituzione di parte civile solo per il padre, il fratello e lo zio di Melania. Appena raccoglierò le firme lo farò anche per altri parenti che lo vorranno, compresa la madre».

Corriere.it

 

 

Nel frattempo, Vittoria vive con la nonna e il nonno materni, quest'ultimo nominato protutore. Gli altri nonni, cioè la madre e il padre di Salvatore Parolisi, come pure la zia, sorella del caporalmaggiore, possono comunque di tanto in tanto vedere la piccola.






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