


VITERBO - Dopo il successo dell'anno scorso, torna anche quest'anno l'evento Assaggi, salone dell'enogastronomia del Lazio, organizzato dalla Camera di Commercio di Rieti e Viterbo per valorizzare e promuovere le imprese enogastronomiche del Lazio a un pubblico di professionisti che non ha ancora avuto modo di apprezzare appieno l'alta qualità e la ricchezza dell'offerta della nostra regione, in programma dal 19 al 22 Maggio a Palazzo dei Papi.
Viterbonews24 ha intervistato il presidente Domenico Merlani
Quella del 2022 è stata la prima edizione di Assaggi, cosa vi aspettate da questa seconda edizione?
La prima edizione dello scorso anno è stata una scommessa, sapevamo ci fosse la potenzialità del territorio a poter ospitare una kermesse del genere ma chiaramente questo tipo di manifestazioni hanno bisogno di una storicità e di una coerenza nel tempo per poter diventare veramente importanti. Devo dire che nonostante la prudenza e che non ci aspettassimo un grandissimo successo fin da subito l’evento è andato al di la delle nostre più rosee aspettative in termini di pubblico ed interesse suscitato nei confronti degli addetti ai lavori e del pubblico generico. Quest’anno abbiamo anticipato la data e anche se abbiamo dovuto accelerare l’organizzazione ci aspettiamo, per lo meno, una conferma ed un consolidamento di quanto fatto lo scorso anno, anche se non nascondiamo la speranza e l’auspicio di migliorare e di andare oltre i numeri e la percezione della prima edizione.
Qual è l’obiettivo di questo Salone?
Con l’organizzazione di questo evento ci siamo dati diversi obiettivi fin da subito e piuttosto sfidanti. Innanzitutto nel breve termine realizzare un’iniziativa importante e riconosciuta che potesse coniugare due tra gli aspetti più caratterizzanti della Tuscia Viterbese, l’attrattività turistica e l’enogastronomia, un evento che seppur specializzato fosse in grado di attirare anche il grande pubblico. Nel medio e lungo termine sicuramente ci aspettiamo un miglioramento delle sinergie tra il settore agroalimentare e il settore terziario della provincia di Viterbo e del Lazio, anche al fine di migliorare l’attrattività del territorio. Inoltre, dall’esperienza fatta con altre iniziative in questo ambito pensiamo che Viterbo possa essere la naturale candidata ad essere la capitale dell’agroalimentare del Lazio e diventare cosi un punto di riferimento importante su questo tema per tutta la Regione.
Sono previsti ospiti speciali?
Gli ospiti speciali ci sono sempre e prima di tutto sono le imprese che parteciperanno al salone, ben 70 imprese dell’eccellenza agroalimentare laziale che anche quest’anno, siamo sicuri, lasceranno il segno sui visitatori. E’ stato un peccato non poterli accogliere di più viste le numerose domane arrivate che ci hanno costretto a fare una selezione. A parte questi indiscussi protagonisti avremo importantissimi Chef stellati e pluristellati e osti di successo di tutta la Regione che allieteranno i visitatori con show cooking, degustazioni e narrazioni. La kermesse aprirà in bellezza proprio con i fratelli Serva del Ristorante “stellato” La Trota di Rivodutri, riconfermato di recente come uno tra i 10 migliori ristoranti italiani al mondo.
Dal vostro osservatorio c è una ripresa del turismo enogastronomico? Quale è la situazione nella Tuscia?
Il turismo enogastronomico negli ultimi anni, al netto del periodo pandemico, è sempre stato in crescita e non conosce crisi, è uno dei motori più importanti della vacanza Made in Italy e da questo punto di vista la Tuscia rappresenta sicuramente un’eccellenza che via via si sta affermando in maniera sempre più importante, non solo per l’offerta diversificata quantitativa e qualitativa dei prodotti ma anche per quanto riguarda i servizi connessidell’accoglienza. L’obiettivo è crescere ancora su questo fronte perché è dimostrato che esperienze enogastronomiche soddisfacenti contribuiscono a rendere i turisti più favorevoli a ritornare e raccomandare la destinazione visitata, oltreché ad acquistare prodotti del luogoanche dalla propria residenza.