

VITERBO – Santiago è ormai all’orizzonte. Per la carovana di Juppiter, impegnata nel “Viaggio alla Fine del Mondo”, il Cammino di Santiago entra nella sua fase conclusiva e più emozionante. Dopo aver attraversato alcuni dei luoghi simbolo del pellegrinaggio, i ragazzi sono ormai a poche tappe dalla meta finale, prevista per domani nella città dell’Apostolo Giacomo.
Il gruppo, composto da ragazzi con disabilità, adolescenti, educatori e comunicatori, guidato dal presidente di Juppiter, Salvatore Regoli, ha percorso in questi giorni le strade che attraversano Ponferrada, O Cebreiro, Sarria e i suggestivi paesaggi della Galizia, vivendo esperienze intense e momenti di profonda condivisione.
Tra le tappe più significative del viaggio c’è stata quella alla Cruz de Ferro, conosciuta anche come Cruz de Hierro, uno dei luoghi più iconici e spiritualmente carichi dell’intero Cammino. Qui ogni pellegrino è invitato a lasciare una pietra portata con sé durante il percorso, simbolo delle proprie paure, delle sofferenze e dei pesi accumulati nella vita.
Anche i ragazzi di Juppiter hanno compiuto questo gesto antico e universale, trasformandolo in un momento di grande intensità emotiva. Una pietra lasciata ai piedi della croce per rappresentare fragilità, difficoltà e timori condivisi lungo il viaggio, ma anche la forza trovata nel sostegno reciproco.
“Alla Cruz de Hierro ciascuno ha lasciato qualcosa di sé – racconta Salvatore Regoli –. Non una semplice pietra, ma una paura, una fatica, un peso. Magari quel peso tornerà, ma resterà l’aver vissuto insieme questo momento. Perché sono le fatiche che insegnano a crescere”.
Dopo la sosta alla croce dei pellegrini, la carovana ha raggiunto la stele che segna gli ultimi cento chilometri verso Santiago, un passaggio simbolico che per molti rappresenta il vero conto alla rovescia verso la conclusione del pellegrinaggio.
Tra emozioni, riflessioni e nuovi incontri, il viaggio continua così verso il suo traguardo finale. Ma per i ragazzi di Juppiter il valore dell’esperienza va ben oltre la destinazione: il Cammino si conferma ancora una volta uno straordinario strumento di inclusione, crescita e scoperta di sé.
Domani l’arrivo a Santiago de Compostela, meta di milioni di pellegrini da tutto il mondo e punto d’approdo di un’avventura che ha saputo unire persone, storie e fragilità in un unico grande cammino condiviso.