ANNO 16 n° 272
Italia vamos a matar el toro rojo
Finale contro la Spagna che adesso ha paura degli azzurri
01/07/2012 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – Adesso giochiamocela: senza paura, a testa alta, da italiani, sapendo che la Spagna è più forte, ma l’Italia ha un cuore enorme. La finale dell’Europeo di calcio 2012 è Italia – Spagna: la più giusta per valori di gioco espressi, per calore e passione. Il calcio latino torna a farla da padrone. Non è una novità per la Spagna che da quattro anni tra Nazionale e squadre di club domina in Europa e nel mondo. L’Italia dopo il 2006 ha collezionato solo brutte figure compresa l’eliminazione all’ultima edizione della competizione continentale.

Ora è un’altra storia: il toro ha paura, vede rosso (o meglio azzurro), ma non corre, sbuffa, si agita, ma attende. Sa che non può fidarsi, sa che rispetto a tre settimane fa è tutto cambiato. Prandelli ha plasmato una squadra a sua immagine e somiglianza, ha chiesto all’Italia di giocare, di non rinunciare mai alla natura che lo stesso ct ha fornito alla squadra: esprimere calcio sempre e comunque, ragionato, palla a terra anche contro la Germania, da tutti ritenuta la più forte.

Il calcio ruminato della Spagna, estenuante nel suo tiqui-taca continuo, ha mostrato qualche crepa: tutti stanno capendo come affrontare il modello Barcellona applicato alla Roja: aspettare e ripartire, copertura attenta e capillare del campo e puntare sul contropiede. Tattica all’italiana che in passato è stato marchio di fabbrica, ma ora non è così. La gara d’esordio ha dimostrato come è necessario giocare e non arroccarsi per venire a capo della partita. In semifinale il Portogallo ha ingabbiato la Spagna, ma non ha mai punto in fase offensiva. E’arrivato ai rigori e poi ha perso la lotteria.

L’Italia questo rischio non lo corre: non è abituata a difendersi a oltranza, alla lunga rischia di pagare dazio. Ha fatto bene Buffon ha strigliare i compagni: le partite vanno chiuse, in alcuni casi senza pietà. Il fine giustifica i mezzi.

Italia – Spagna è la gara dei confronti tra singoli: Buffon vs Casillas, Pirlo vs Xavi, Cassano vs Iniesta; è soprattutto il blocco Juve contro il blocco Barcellona. Il cuore pulsante dell’Italia è tutto bianconero: Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Pirlo, Marchisio. Il motore del possesso palla spagnolo è il frutto della cantera catalana: il portere di riserva Valdes, Piquè, Xavi, Busquets, Iniesta, Fabregas, Pedro. Due filosofie diverse che si scontrano, due modi di intendere il calcio a confronto. E che riescono tanto bene da avere successo in Nazionale. Una finale nella finale perché potrebbe esser proprio il gioco della Juve, fatto di un pressing asfissiante e di ripartenze fulminee, a poter imbrigliare la ragnatela catalana. E allora vamos a matar el toro!!!.






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