

VITERBO – Ha scelto di essere sepolta accanto a Marina, la prima moglie di suo marito, Federico, e mamma di Emanuele, il figlio che lei ha cresciuto e amato con tutto l’amore che solo le madri sanno dare. Anche nello scrivere le sue ultime volontà, Alessandra ha dimostrato di essere una persona fuori dal comune.
E che fosse una donna eccezionale lo hanno ribadito le centinaia di persone che hanno gremito la chiesa di San Leonardo Murialdo e tutto il sagrato esterno durante i suoi funerali.
A tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla e di lavorarci insieme, di Alessandra, oltre al sorriso che sapeva sfoderare ogniqualvolta l’incontravi e lo scrupolo che metteva nel suo lavoro, anche quando la malattia che ha combattuto con forza e dignità per anni sembrava prendesse il sopravvento, resterà impressa per sempre anche l’estrema dimostrazione d’amore verso Federico ed Emanuele.
E la sua grande generosità, espressa in vita con i suoi modi gentili, l’affabilità, la simpatia. E, presa coscienza che la malattia che l’assediava da tempo, prima o poi le avrebbe espugnato la vita, donando tutto ciò che possedeva, dai gioielli alla quota di una proprietà familiare, in beneficenza.
Ecco, questa è stata, Alessandra. E così deve essere ricordata. E proprio per perpetuare la sua memoria di donna e di giornalista, proponiamo al Comune, di cui è stata ineffabile capo ufficio stampa per anni, d’istituire un premio a lei intitolato, riservato a coloro che attraverso le organizzazioni di volontariato o iniziative personale dedicano il loro energie al prossimo.