ANNO 16 n° 272
Isde: ''Ridurre i tempi delle liste di attesa''
''Assicurare pienamente il diritto alla salute di tutte le persone''
28/04/2018 - 09:39

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo da Isde Viterbo:

Associazione medici per l’ambiente - Isde di Viterbo: ''Ridurre i tempi delle liste di attesa per non distruggere il Servizio sanitario nazionale. Prevenzione, diagnosi e cura in tempi rapidi per assicurare pienamente il diritto alla salute di tutte le persone''. 

L’articolo 32 della Costituzione italiana afferma: ''La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti'', questo diritto è sempre più calpestato, ostacolato e a volte anche del tutto negato.

Le lunghe liste di attesa per interventi chirurgici, visite ed esami diagnostici di fatto umiliano e limitano fortemente il diritto alla salute e di conseguenza aumentano il rischio di malattie, complicanze e morte per la popolazione in generale ma, e ovviamente, soprattutto per quella parte della popolazione appartenente alle fasce più svantaggiate economicamente e i poveri in generale.

A questa situazione drammatica che di fatto impedisce sempre di più la prevenzione, la diagnosi e le cure delle malattie in tempi adeguati, non si può e non si dovrebbe rispondere con decisioni interne alle singole Asl, che lamentando la mancanza di risorse, hanno fissato e cercano di fissare per l’accesso alla visite e agli esami diagnostici, in tempi rapidi, particolari criteri e requisiti che nella pratica finiscono per tradursi in tortuosi e disagevoli percorsi che si possono definire, con cognizione di causa, veri e propri ''percorsi ad ostacolo''; una sorta di respingimento degli utenti fuori del Servizio sanitario nazionale verso strutture private e/o convenzionate.

Questa situazione, che se analizzata in tutti i suoi variegati aspetti appare tanto surreale quanto illogica, di fatto favorisce lo smantellamento già in atto da molto tempo del Servizio sanitario nazionale a favore di enti, istituzioni, laboratori, ambulatori e cliniche del settore privato e/o convenzionato.

Il disagio dei malati e delle loro famiglie è un fenomeno purtroppo sempre più crescente ed evidente come rilevato da continui report e studi sullo stato di salute e l’accesso alle cure in Italia dove la popolazione è sempre più anziana e l’aspettativa di vita in anni di vita sana si va progressivamente riducendo.

A questa condizione di disagio e sofferenza è possibile, doveroso e morale mettere subito fine attraverso:

- il reperimento di risorse economiche che possono essere recuperate da una attenta revisione dei bilanci pubblici, con la lotta agli sprechi, ai privilegi, all’evasione fiscale e la riduzione delle spese militari italiane (oltre 64 milioni di euro al giorno)

- il potenziamento della diagnostica di emergenza e prevenzione, i servizi ambulatoriali territoriali, le strutture dei Pronto Soccorso, il numero dei posti letto negli ospedali e nelle strutture dedicate alla riabilitazione;

- lo sblocco e l’incremento nel settore sanitario delle assunzioni a tempo indeterminato così da ridurre anche i tempi delle liste di attesa e migliorare la qualità della vita dei pazienti e degli operatori sanitari.

 






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