

VITERBO - Irene Nemirovsskij, una storia tormentata ed emozionante, continua il percorso della sedicesima edizione di Quartieri dell’Arte. Alberto Bassetti (condirettore artistico di QdA) e Massimo Vincenzi (giornalista di La Repubblica) trasformano in monologo la sua biografia per la regia di Carlo Emilio Lerici e con Francesca Bianco.
L’appuntamento è a Viterbo – ore 18 – presso il Consorzio Provinciale Biblioteche (viale Trento). Uno messa in scena in collaborazione con Consorzio Provinciale Biblioteche e Unindustria Viterbo.
Nata a Kiev nel 1903, Irene Nemirovsskij è morta nel campo di concentramento di Auschwitz il 17 agosto 1942, all'età di 39 anni.
La scrittrice ebraica convertita al cattolicesimo è stata riscoperta in Italia recentemente dalla casa editrice Adelphi, che ne ha pubblicato le opere a partire dal 2005. Irene Nemirovsskij ha vissuto una vita in fuga dai totalitarismi. Prima è fuggita dalla Russia, nel 1918, in piena rivoluzione per poi essere catturata nel 1942, in quanto ebrea, dalla Guardia Nazionale Francese della Repubblica di Vichy alleata della Germania Nazista. Quindi spedita ad Auschwitz, dove è morta poco dopo.
Suo marito, Michel Epstein, insieme a André Sabatier e Robert Esménard intraprese numerosi procedimenti per farla liberare ma fu arrestato lui stesso nell'ottobre del 1942, deportato ad Auschwitz assieme alla sorella e gasato al suo arrivo. Dopo l'arresto dei loro genitori durante la guerra, Élisabeth e Denise Epstein si nascosero grazie all'aiuto di alcuni amici di famiglia, portando con loro i manoscritti inediti della madre, fra i quali Suite francese. Si tratta dei due primi tomi di un romanzo incompiuto, che doveva contarne cinque, avendo come cornice l'esodo del giugno 1940 e l'occupazione tedesca della Francia.
Viene pubblicato in Francia nel 2004 dall'Edizioni Denoël. Questo romanzo ricevette il Prix Renaudot a titolo postumo, facendo eccezione al regolamento del premio che prevede la premiazione di soli scrittori viventi.Le due figlie hanno conservato la memoria della loro madre, con diverse riedizioni. Nel 1992, sua figlia Élisabeth Gille, che ha diretto per le Edizioni Denoël la collezione Présence du futur, pubblica una biografia, Le Mirador.
QdA resta all’interno del Consorzio Provinciale Biblioteche anche dal 7 al 10 ottobre (ore 21). Con uno spettacolo veramente da non perdere: “Coniglio bianco, coniglio rosso” di Nassim Soleimanpour. Traduzione di Gian Maria Cervo e Francesco Salerno. Con Marina Confalone, Nicola Nocella, Roberto Antonelli.Coordinamento progetto Adriano De Santis.