ANNO 16 n° 275
Invalido rapinato
a Orte, aggressori
restano in carcere
Ieri mattina l'interrogatorio di garanzia
10/03/2012 - 11:23

di Alessia Serangeli

VITERBO – Restano in carcere gli autori della rapina compiuta ai danni di un invalido di Orte.

A deciderlo, ieri mattina, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo, Franca Marinelli, dopo l’interrogatorio di garanzia avvenuto nel penitenziario del capoluogo.

I due uomini (dei quali non sono state rese note le generalità) erano stati identificati e arrestati mercoledì scorso dopo diversi mesi di indagini condotte dai carabinieri del maresciallo Lo Giudice.

L’episodio si era infatti verificato nel settembre dello scorso anno. “Ricevemmo la segnalazione di un’aggressione ma, quando arrivammo sul posto non c’era più traccia né degli aggressori né della vittima”, avevano spiegato i militari che, però, dopo qualche giorno, riuscirono a risalire all’uomo aggredito, “portatore di handicap, privo di un arto”.

“Lo accompagnammo in caserma e formalizzò la denuncia”. Sulla quale aveva descritto i fatti, fornendo però una sommaria descrizione dei due uomini, dei quali conosceva soltanto il nome.

“Approfondendo la faccenda – avevano aggiunto gli uomini dell’Arma – ci siamo resi conto che non si trattava soltanto di un’aggressione, ma di una vera e propria rapina. Il denunciante, infatti, riferì che, mentre si trovava nei pressi di un circolo del paese, era stato colpito dai due che, resisi conto del fatto che l’invalido non aveva con sé il portafogli, lo costrinsero ad andare nella sua abitazione”. E qui, oltre a derubarlo del telefono cellulare, del portafogli contenente un centinaio di euro e il bancoposta con il relativo pin, lo avevano picchiato.

“Nel tempo intercorso per risalire alla vittima, i due rapinatori effettuarono una serie di prelievi fraudolenti con la carta bancomat per un ammontare di circa duemila euro”. Ed è concentrandosi su questi dati, che il maresciallo Lo Giudice ed i suoi uomini hanno svolto le indagini per risalire alla puntuale identificazione dei responsabili.

“Attraverso l’analisi dei filmati dei sistemi di sorveglianza delle banche presso cui erano stati effettuati i prelievi siamo riusciti ad avere il riscontro su chi aveva eseguito le operazioni fraudolente denunciate e quindi ad individuare i due, pregiudicati del posto”. Che, poi, sono stati riconosciuti dalla vittima.

Quindi “in considerazione della gravità delle azioni poste in essere in concorso tra loro ai danni della vittima, il gip di Viterbo ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l’accusa di rapina in concorso e indebito utilizzo di carta bancomat, che abbiamo eseguito questa mattina”. Era il 7 marzo e per i due si erano spalancate le porte del penitenziario viterbese. Dove, dopo la convalida degli arresti da parte della dottoressa Marinelli, resteranno ancora per qualche tempo.






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