



VITERBO - L’Interporto di Orte si prepara a diventare un punto di riferimento strategico per le imprese dell’Alto Lazio che operano con l’estero. La prossima entrata in funzione del terminal intermodale, insieme ai vantaggi legati allo status di Operatore Economico Autorizzato (AEO), potrà infatti offrire nuove opportunità sul fronte dell’import-export, della logistica e della competitività internazionale.
È stato questo il tema al centro del convegno “Import/export: nuove opportunità per le imprese – Focus su AEO e Interporto di Orte”, organizzato dall’Ufficio ADM Lazio 3 in collaborazione con la Camera di Commercio Rieti-Viterbo e ospitato ieri venerdì 30 ottobre nella Sala del Consiglio dell’ente camerale, a Viterbo.
L’incontro, rivolto agli operatori economici del territorio, ha approfondito i benefici dello status AEO e le prospettive offerte dallo sviluppo dell’Interporto di Orte. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Francesco Monzillo, segretario generale della Camera di Commercio Rieti-Viterbo, e Raffaele Capuano, direttore dell’Ufficio ADM Lazio 3.
Nel corso del seminario sono stati illustrati gli aggiornamenti normativi, i requisiti necessari per ottenere la certificazione e le agevolazioni previste per le imprese che scelgono di intraprendere questo percorso. Lo status di Operatore Economico Autorizzato rappresenta, infatti, un riconoscimento dell'affidabilità dell'azienda nei confronti delle autorità doganali e consente di accedere a una serie di vantaggi, tra cui una riduzione dei controlli, procedure semplificate, maggiore rapidità nelle operazioni e possibili agevolazioni sulle garanzie.
Un sistema fondato sulla collaborazione e sulla fiducia tra amministrazione doganale e imprese, con l'obiettivo di rendere più efficienti gli scambi commerciali e rafforzare la presenza degli operatori sui mercati internazionali. La certificazione, inoltre, può rappresentare un elemento qualificante anche nei rapporti con i partner commerciali, grazie al riconoscimento dello status nell'ambito degli accordi internazionali siglati dall'Unione europea con alcuni Paesi terzi.

«Per le imprese del nostro territorio, competere sui mercati internazionali non dipende solo dall'eccellenza produttiva, ma dalla capacità di muovere le merci con rapidità, certezza e costi sostenibili – ha sottolineato Francesco Monzillo –. La semplificazione garantita dallo status di Operatore Economico Autorizzato (AEO) e la forza logistica dell'Interporto di Orte rappresentano una leva strategica per l'Alto Lazio. Come Camera di Commercio Rieti-Viterbo continueremo ad affiancare le aziende per tradurre le semplificazioni doganali e l'intermodalità in concreti vantaggi operativi e competitivi».
Sulla stessa linea l'intervento di Raffaele Capuano, che ha evidenziato il ruolo dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel mettere a disposizione delle imprese strumenti utili a semplificare gli adempimenti e sostenere i processi di internazionalizzazione. «L'Agenzia mette a disposizione strumenti, come l'istituto AEO, che permettono agli operatori economici di avere importanti vantaggi operativi, burocratici ed economici nei loro rapporti con l'Amministrazione finanziaria e nei processi di internazionalizzazione. Un esempio concreto è rappresentato dallo sviluppo dell'Interporto di Orte che, in qualità di operatore certificato, assicurerà maggiore competitività per le imprese dell'Alto Lazio».

Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti pratici del percorso necessario per ottenere la certificazione. I relatori dell'ADM hanno illustrato i requisiti richiesti, dalla regolarità fiscale e doganale alla solidità finanziaria, passando per l'efficienza dei sistemi di gestione aziendale, la tracciabilità delle operazioni e gli standard di sicurezza. Particolare attenzione è stata riservata al questionario di autovalutazione, strumento attraverso il quale l'impresa può analizzare la propria organizzazione e verificare la presenza delle condizioni necessarie per presentare la domanda.
A completare il quadro è stato l'approfondimento sulle prospettive del nuovo Codice doganale dell'Unione europea, che prevede un'evoluzione degli strumenti di certificazione e una progressiva digitalizzazione dei rapporti tra operatori e autorità doganali.

Il ruolo dell'Interporto di Orte è stato illustrato dall'ingegner Laura Scapigliati, responsabile AEO e processi di Interporto Orte Spa, che ha posto l'accento sul valore della certificazione come garanzia di qualità, affidabilità e organizzazione. «Con lo status di Operatore Economico Autorizzato (AEO) vogliamo andare oltre la semplice autorizzazione doganale: per noi è un impegno a lavorare con standard, controlli rigorosi e un'organizzazione di cui le imprese possono fidarsi».
Scapigliati ha inoltre evidenziato le potenzialità dell'infrastruttura, sottolineando come la presenza dell'Agenzia delle Dogane in sede e lo sviluppo dei servizi intermodali possano contribuire a rendere più efficienti le operazioni. Il trasferimento delle merci dalla gomma alla ferrovia, in particolare, permette di ridurre le distanze percorse su strada, l'impatto ambientale e i tempi e i costi legati agli scambi.
L'Interporto, situato in una posizione baricentrica rispetto ai principali flussi commerciali del Paese, punta a rafforzare i collegamenti tra il Nord e il Sud Italia e tra l'Europa e i mercati internazionali, anche attraverso la connessione con i porti tirrenici e adriatici. Tra i servizi illustrati figurano il deposito doganale, lo stoccaggio a temperatura controllata, la movimentazione delle merci, il picking, la distribuzione fino all'ultimo miglio e la consulenza per l'ottimizzazione dei flussi logistici. Un'offerta rivolta a diverse tipologie di imprese e a merci di ogni genere e volume, comprese le attività di importazione, esportazione e lavorazione.
La tavola conclusiva ha dato spazio alle testimonianze delle aziende che hanno già ottimizzato i propri processi di esportazione attraverso i servizi intermodali e le agevolazioni doganali. Il convegno ha registrato una partecipazione significativa da parte degli imprenditori, che hanno animato il dibattito finale con domande e richieste di approfondimento.
L'obiettivo condiviso è trasformare le nuove opportunità infrastrutturali e le semplificazioni doganali in strumenti concreti per lo sviluppo economico del territorio, favorendo l'internazionalizzazione delle imprese dell'Alto Lazio e rafforzandone la capacità di competere sui mercati esteri.