ANNO 16 n° 275
Interporto di Orte,
Alessandro Romoli
nuovo presidente
Critiche sul metodo usato per l'elezione da Meroi e Marini
02/03/2013 - 04:00

VITERBO - Il sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli è stato nominato ieri pomeriggio presidente dell’Interporto di Orte. Succede a Giuseppe Fiaschetti, che ha lasciato l’incarico a novembre 2012, pochi mesi dopo l’elezione. ''Ringrazio i consiglieri, tutti gli azionisti e il presidente della Provincia Marcello Meroi per l’incarico che mi è stato conferito'' ha commentato il neo presidente.

La nomina di Romoli alla guida dell’Interporto ha un retrogusto politico che richiama la guerra in atto tra chi, come Gianmaria Santucci è rimasto nell’Udc e chi, come Nando Gigli e il suo pupillo Romoli, sono usciti. Fiaschetti, infatti, era considerato in “quota” Santucci, mentre Romoli è uno dei più fedeli seguaci di Gigli.

Non a caso dallo stesso presidente della Provincia Marcello Meroi e dalsindaco di Viterbo Giulio Marini vengono delle critiche: ''Nel porgere i migliori auguri di buon lavoro al neo eletto presidente Romoli hanno affermato in una nota congiunta -, dobbiamo prendere atto, non senza stupore, anche della contestuale nomina del membro cooptato del cda''.

''Riteniamo doveroso sottolineare l’irritualità e l’inopportunità di questa scelta, convinti che il membro cooptato non andasse nominato in quel consesso, senza un previo confronto con le istituzioni e le amministrazioni locali - hanno aggiunto -. Ricordiamo, infatti, che “Interporto spa” è una società che ha come soci maggioritari le pubbliche istituzioni, e che quindi le stesse avrebbero dovuto assolutamente essere coinvolte prima di giungere ad una simile decisione. Sottratto questo passaggio alla preventiva valutazione di Provincia e Comune di Viterbo, ci sentiamo in diritto di richiedere agli organi di rappresentanza un immediato confronto per poter, in tempi brevi, formalizzare la convocazione dell’organo assembleare che dovrà trovare una soluzione compiuta, partecipata e condivisa per ciò che concerne un’equilibrata composizione del consiglio direttivo''.

''Una soluzione che deve essere rispettosa del territorio della Tuscia e dei soci pubblici e delle istituzioni locali che lo rappresentano'' hanno poi concluso.






Facebook Twitter Rss