

Il Gip di Milano Stefania Donadeo ha disposto l’imputazione coatta per Silvio Berlusconi nell’ambito della vicenda sul passaggio di mano dell’intercettazione tra Fassino e Consorte nell’inchiesta Bnl-Unipol. Il giudice ha respinto così la richiesta di archiviazione per Silvio Berlusconi che era stata avanzata dal pm Maurizio Romanelli. Nell’ambito della stessa vicenda lo stesso giudice ha già rinviato a giudizio con rito ordinario il fratello del premier, Paolo Berlusconi, e ha definito con riti abbreviati e patteggiamenti la posizione di altri tre imputati. Le carte relative alla posizione del leader del Pdl tornano ora in Procura dove il magistrato dovrà formulare una richiesta di rinvio a giudizio che sarà valutata successivamente da un gup.
Il Gip ha disposto inoltre che la Procura di Milano iscriva nel registro degli indagati anche il direttore di 'Libero', Maurizio Belpietro, che all’epoca della fuga di notizie sull’intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte era direttore de 'Il Giornale'. Belpietro deve rispondere della stessa accusa di Berlusconi, il concorso nella rivelazione del segreto d’ufficio.
Ghedini: 'Decisione del Gip infondata'
Immediata la replica del legale di Berlusconi, Niccolò Ghedini: «Dobbiamo leggere ancora il provvedimento, ma a Milano nulla mi stupisce. È una decisione infondata, tra l’altro c’è una conclamata incompetenza territoriale».
(La Stampa.it)