ANNO 16 n° 274
Ingenti perdite nell'abbigliamento
Anche gli altri settori presentano il trend in discesa, stabile solo il comparto alimentare
13/01/2021 - 17:00

Di Massimiliano Morelli

 

ROMA - La crisi colpisce tutti i settori, i numeri dell’Istat mostrano ampiamente gli effetti distruggenti sul commercio delle nuove misure di contenimento per contrastare la pandemia.

È stato un anno orribile, l’autunno è stato ancor più nero e le previsioni indicano che anche l’inverno e più in generale i prossimi mesi non faranno segnare un’inversione di rotta. Fra i negozi in grave crisi, quelli di abbigliamento. “Per la crisi dei negozi di moda, che rischiano una vera e propria apocalisse – spiega Torti, il segretario generale di Federmoda-Confcommercio - servono misure choc.

Per la cronaca Cna Federmoda, che rappresenta le piccole imprese del settore, ha avvertito che gli ordini sono molto scarsi: il fatturato di artigiani e PMI della moda ha subito un calo di oltre il trenta per cento.

 

“Noi abbiamo comprato dieci mesi fa la merce esposta oggi e quindi – sottolinea Torti - nel caso della collezione invernale addirittura prima della diffusione della pandemia, a gennaio-febbraio dell’anno scorso. E ora, tra gennaio e febbraio, partiranno gli ordini per la nuova collezione 2021-2022”. Sfortunatamente il tutto rimarrà nei magazzini. Soltanto il settore alimentare sembrerebbe stabile, mentre tutti gli altri sono in caduta libera. “Per il comparto non alimentare – racconta Carlo Alberto Buttarelli, direttore relazioni con la filiera e ufficio studi di Federdistribuzione - si chiude un anno con un consuntivo pesantemente negativo, con perdite di fatturato tra il 20% e il 40% a seconda del settore”. Il trend negativo è destinato a proseguire a inizio 2021 con i saldi partiti a macchia di leopardo e accolti trepidamente dai consumatori.






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