ANNO 16 n° 222
Infrastrutture, la CISL: “Segnali incoraggianti per la Tuscia, ora servono risultati concreti”
Dal futuro dell’Interporto di Orte alla Trasversale, passando per ferrovie e trasporto pubblico locale: il sindacato chiede continuità, tempi certi e attenzione alla mobilità quotidiana di studenti e lavoratori
09/08/2026 - 10:20

 

VITERBO – Il rinnovato confronto sul futuro delle infrastrutture dell’Alto Lazio rappresenta, secondo la CISL di Viterbo e la FIT CISL di Viterbo e del Lazio, un segnale positivo per lo sviluppo della Tuscia. Al centro del dibattito, emerso durante gli “Stati Generali delle Infrastrutture dell’Alto Lazio”, anche il completamento e il potenziamento dell’Interporto di Orte, considerato dal sindacato una delle opere strategiche per la crescita economica e occupazionale del territorio.

La CISL sottolinea da tempo il ruolo che il nodo logistico di Orte potrebbe svolgere grazie alla posizione geografica della provincia, favorendo l'insediamento di nuove imprese, il rafforzamento del trasporto merci e la creazione di opportunità occupazionali.

L'Interporto viene ora inserito in una visione infrastrutturale più ampia, che comprende anche il completamento della Trasversale Orte-Civitavecchia, il potenziamento del sistema ferroviario e il miglioramento dei collegamenti dell'Alto Lazio. Per il sindacato, si tratta di una prospettiva positiva, ma è necessario trasformare gli impegni in opere realizzate.

«Il territorio ha già atteso troppo a lungo e dalle parole occorre passare ai fatti», sottolinea la CISL, indicando come priorità risorse adeguate, tempi certi, collaborazione tra i diversi livelli istituzionali e un monitoraggio costante dell'avanzamento degli interventi.

Accanto alle grandi opere, il sindacato richiama però l'attenzione sulla mobilità quotidiana. Il potenziamento dei collegamenti dell'Alta Velocità attraverso il nodo di Orte viene considerato importante, ma altrettanto lo è il miglioramento del servizio ferroviario ordinario tra Viterbo e Roma, utilizzato quotidianamente da migliaia di studenti e lavoratori pendolari.

Un capitolo particolare riguarda inoltre la ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo, la cosiddetta Roma Nord. La CISL guarda con favore agli investimenti previsti e auspica che la linea possa tornare a svolgere un ruolo centrale nella mobilità lungo la Flaminia.

Il sindacato chiede inoltre attenzione per le future “Unità di rete”, attraverso le quali alcuni tratti del trasporto pubblico provinciale saranno affidati alla gestione di vettori privati. La preoccupazione è che la riorganizzazione possa penalizzare i collegamenti con i comuni più piccoli e le aree periferiche, dove il trasporto pubblico rappresenta un servizio essenziale contro isolamento e spopolamento.

Per la CISL, dunque, lo sviluppo infrastrutturale della Tuscia deve procedere su più fronti, dalla logistica alle grandi arterie stradali, fino alla rete ferroviaria e al trasporto pubblico locale.

«Non esistono infrastrutture di serie A e infrastrutture di serie B quando in gioco ci sono il diritto alla mobilità, le opportunità di lavoro e di studio e la possibilità stessa di continuare a vivere nei nostri territori», ribadisce l'organizzazione sindacale, confermando l'impegno a sostenere e sollecitare interventi capaci di rendere la Tuscia più connessa, accessibile e competitiva.






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