ANNO 16 n° 274
Infortuni sul lavoro: 979 casi nel secondo semestre del 2022
Lo riporta l'ultimo report della Asl in base agli accessi tramite pronto soccorso. Nella Tuscia sono il 4,7% del totale regionale.
Alessandra
15/04/2023 - 07:51
di Alessandra Sorge

VITERBO - Dal primo luglio al 31 dicembre 2022 sono stati 979 gli infortuni di lavoro nella provincia di Viterbo registrati tramite Pronto soccorso. Lo riporta l'ultimo bollettino della Asl in collaborazione con il Dipartimento di prevenzione e sicurezza, sulla base dei report Sies (sistema informativo di emergenza sanitaria), delle allerte telefoniche da centrale operativa 118, Carabinieri o pronto soccorso, o su segnalazioni dell'autorità giudiziaria.

Se su base regionale la percentuale di infortuni sfiora il 7% del dato complessivo nazionale, quelli avvenuti nella Tuscia rappresentano i 4,7% di quelli accorsi nel Lazio.

Tendenzialmente stabile il numero di accessi mensili al pronto soccorso, che si attestano su una media di 163 ingressi, di cui 134 nel mese di agosto (il picco più basso) e i 190 del mese di ottobre, che ha fatto registrare il picco più alto.

Circa il 76% dei casi sono rappresentati da infortuni lievi, con prognosi inferiore ai venti giorni, il 21% da quelli con prognosi da 20 a 40 giorni, mentre un solo infortunio risulta con prognosi superiore ai 40 giorni. Nel computo complessivo non sono tuttavia ricompresi gli infortuni gravi relativi a soggetti che sono stati ricoverati presso ospedali fuori provincia (circa il 2%) e i quattro incidenti mortali avvenuti in ambito agricolo.

Incidenti in cui persero la vita un agricoltore di 78 anni, finito schiacciato da una moto falciatrice dopo il ribaltamento del mezzo; un collaboratore agricolo, anch'egli deceduto in seguito ai traumi causati dall'urto con il cassone di un rimorchio che gli ha provocato uno schiacciamento contro il muro; o ancora un pensionato di 64 anni scivolato con la trinciatrice in una scarpata e schiacciato dalla macchina stessa o il titolare di un'impresa agricola di 56 anni finito sotto il trattore durante le operazioni di trinciatura del manto erboso nel suo castagneto.

Se l'agricoltura è il settore più minacciato sotto il profilo infortunistico, la cui entità del danno porta spesso a diagnosi lunghe, gli altri casi hanno riguardato situazioni in cui i lavoratori, venendo a contatto con strumenti di lavoro in movimento, hanno subito gravi danni alla persona che, in alcuni casi, ha comportato l'amputazione dell'arto.

Si ricorderà il recente fatto di cronaca in cui un uomo di 36 anni, tirocinante in una ditta specializzata nella lavorazione del legno, ha perso la prima falange del dito mentre tentava di ripulire una scorniciatrice, non accorgendosi che alle lame aveva disattivato il dispositivo di blocco. 






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