ANNO 16 n° 275
Infortuni sul lavoro: 819 incidenti a Viterbo, il doppio rispetto al 2020
L'Usb: ''Non sono frutto di causalitą, ma orari prolungati e pochi dispositivi di sicurezza''
09/05/2022 - 06:54

VITERBO - Arrivano ad 819 gli infortuni riconosciuti nel viterbese, quasi il doppio dello scorso anno. A lanciare il grido d'allarme Luca Paolocci dell'Usb di Viterbo.

In base ai dati Inail, gli infortuni sono aumentati del 48% rispetto lo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo le 122 mila con un aumento di quelli mortali del 10%. A Viterbo, allo stesso modo, gli infortuni sono stati 819, quasi il doppio rispetto lo scorso anno, di cui 256 solo a marzo.

''Non ci accontentiamo di chi prova a illudere con la scusa che sono aumentati gli infortuni solo per la ripresa totale delle attività produttive dopo il Covid - dice Luca Paolocci - nessun lavoratore deve rimanere ucciso o mutilato dal proprio lavoro.

Quello che accade non è frutto di un errore o della casualità che un incidente possa accadere, ma la conseguenza diretta delle situazioni di sfruttamento vissute e degli abusi commessi dai datori. Orari prolungati, senza stacchi e continui cambiamenti nella turnazione non consentono il dovuto riposo, esponendo al rischio i lavoratori stremati.

Ci sono, poi, vere e proprie manipolazioni da parte delle aziende, delle misure di sicurezza previste - aggiunge Paolocci - I macchinari vengono modificati, togliendo freni e meccanismi di sicurezza, pur di accelerare la produzione, in questo modo si rimane impigliati, fino alla perdita di un arto o della vita stessa.

Pochissimi i dispositivi di sicurezza forniti - prosegue l'esponente della Usb - nelle campagne di Viterbo sono gli stessi lavoratori a comprarsi scarpe e guanti, l’azienda fornisce soltanto un coltello per la raccolta. Così come per le lavoratrici delle pulizie negli uffici pubblici, che maneggiano solventi e sostanze a rischio senza mascherine né protezioni per gli occhi oppure gli edili, arrampicati sulle impalcature anche a 30 metri di altezza con, quando va bene, solo un caschetto''.

Secondo Paolocci, però, ''almeno il 30% degli infortuni, anche mortali e malattie professionali sfuggono dalle statistiche ufficiali''.

L'Usb intanto ha lanciato una campagna nazionale per l’introduzione del reato di ''Omicidio sul lavoro'', perché non siamo morti bianche, ma vittime di un sistema di sfruttamento che ci uccide.

Si può firmare al seguente il link: https://chng.it/xFCmmfBR






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