

Riceviamo e pubblichiamo da Pietro Nocchi, presidente della Provincia di Viterbo
ORTE - Apprendiamo con sincero stupore la particolare interpretazione dei fatti riguardanti gli indennizzi per l’alluvione 2012 del sindaco di Orte, che nel tentativo di trovare spiegazioni ai sistematici ritardi della propria amministrazione rilevati da alcuni consiglieri comunali, cerca di tirare in ballo la Provincia, con una operazione evidentemente maldestra, perché basata su fatti insussistenti, e che sposta sul piano istituzionale problemi e polemiche politiche locali.
Lungi dal voler entrare nel merito della polemica, riteniamo necessario chiarire come stiano effettivamente i fatti a beneficio dei cittadini e delle imprese interessati, che d’altronde conoscono bene, fortunatamente, l’impegno e l’attenzione continuamente profusi dalla Provincia nel risolvere l’annosa questione legata ai rimborsi alluvione del Comune di Orte.
I cittadini e le imprese interessate, infatti, sanno bene che solo grazie all’impegno della Provincia e della Regione è stato possibile recuperare il grave ritardo istruttorio del Comune di Orte, che aveva superato i termini imposti dal decreto del Commissario straordinario per la presentazione delle graduatorie, consentendo con un provvedimento ad hoc del Presidente della Regione di riaprire i termini fino al marzo 2018 e consentire così l’ammissione delle domande di Orte.
La successiva istruttoria, che contrariamente a quanto affermato dal Sindaco è stata rapidamente effettuata dagli uffici provinciali prima dell’estate, ha rilevato incongruenze che, proprio per scongiurare ulteriori ritardi a danno degli utenti, sono state risolte direttamente dalla Provincia: rilevato come il Comune avesse richiesto somme superiori a quelle effettivamente disponibili, il Soggetto Attuatore ha infatti dovuto provvedere ad effettuare direttamente il ricalcolo della ripartizione; inoltre, in modo tutt’altro che bizzarro, al fine di superare la carenza di documentazione attestante l’effettiva verifica dei requisiti da parte del Comune (prevista tassativamente dal decreto commissariale del 2014 quale condizione per l’erogazione dei contributi), senza causare ritardo alla erogazione dei fondi, la Provincia ha comunque provveduto ad accreditare i fondi con due decreti di giugno e di luglio 2018, limitandosi ad effettuare un mero richiamo agli obblighi del Comune stabiliti dalla norma commissariale del 2014, e raccomandando quindi doverosamente di effettuare le verifiche necessarie al rispetto di tali obblighi previste tassativamente dalla stessa norma. Nulla di nuovo né tantomeno bizzarro, quindi, ma adempimenti conosciuti dal Comune fin dal 2014, obbligatori per l’erogazione all’utenza, che il Comune aveva garantito di aver effettuato prima della approvazione delle graduatorie; è lecito, a questo punto, chiedersi se nella verifica del sussistere delle condizioni per il riconoscimento dei rimborsi siano insorte criticità che possono giustificare il tempo decorso dall’effettivo accreditamento delle somme al Comune da parte della Provincia (5 giugno 2018 per le imprese, e 2 agosto 2018 per i privati).
Quanto poi al presunto ritardo nell’autorizzazione dei lavori, genera sconcerto l’affermazione del sindaco, che mostra di non sapere che i lavori sono stati autorizzati con il decreto di concessione del contributo fin dal 2014: tutti i Comuni della Provincia interessati dai contributi, ad eccezione del Comune di Orte, hanno infatti da tempo realizzato le opere senza richiedere ulteriori provvedimenti (non previsti dalla norma) e presentato le relative rendicontazioni; ovviamente, il Comune è responsabile dell’impiego delle somme per le finalità cui erano state destinate al momento della concessione del contributo, e nessun nulla osta è previsto per lo sblocco delle risorse, che vengono erogate a richiesta dei Comuni durante l’esecuzione dei lavori.
E nonostante non sia previsto alcun nulla osta, il sindaco sa che, proprio per sostenere il Comune evitando il protrarsi del ritardo nell’avvio di lavori tanto importanti per la sicurezza e l’igiene pubblica, fin dal luglio del 2018 la struttura commissariale aveva formalmente comunicato con nota prot. 32313 del 26/07/2018 la compatibilità finanziaria e tecnica del progetto con il finanziamento concesso, restando in attesa della rendicontazione del Comune dei lavori effettuati. In questo quadro, resta solo il dato relativo alle risorse di cui il Comune tuttora dispone, pari a ben 953.369,46 euro, e che sono ancora in attesa di utilizzo da parte della “efficiente” amministrazione comunale.