ANNO 16 n° 272
Incontro in piazza per la pace
Venerdì l'iniziativa ''Ogni vittima ha il volto di Abele''
02/11/2016 - 02:01

VITERBO – Il movimento nonviolento, PeaceLink, il Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo e l’associazione Antimafie Rita Atria lanciano per venerdì, l’iniziativa: ''Ogni vittima ha il volto di Abele'', affinché in ogni città si svolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre.

I pacifisti chiedono che ''il 4 novembre si realizzino in tutte le città d’Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze. Affinché il 4 novembre, anniversario della fine dell'''inutile strage'' della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l’impegno affinché non ci siano mai più guerre, mai più uccisioni, mai più persecuzioni. Oltre cento anni dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, mentre è tragicamente in corso la ''terza guerra mondiale a pezzi'', è ora di dire basta. Per questo sosteniamo la campagna ''Un’altra difesa è possibile'' che ha depositato in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta''.

Obiettivo della campagna è quello di organizzare la difesa civile, non armata e nonviolenta – ossia la difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; la preparazione di mezzi e strumenti non armati di intervento nelle controversie internazionali; la difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni – anziché finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono e lo rendono invece minaccioso agli occhi del mondo. La Campagna vuole aprire un confronto pubblico per ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia, dando centralità alla Costituzione che ''ripudia la guerra'' (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed affida ad ogni cittadino il ''sacro dovere della difesa della patria'' (art. 52).

Il 4 e 5 novembre a Trento, inoltre, i promotori della campagna ''Un’altra difesa è possibile'' e il Forum Trentino per la Pace e i diritti umani hanno convocato gli ''Stati generali della Difesa civile non armata e nonviolenta'', un primo passo per coordinare e creare un confronto tra i diversi soggetti che già ora agiscono nel settore della difesa civile: le istituzioni preposte alla Difesa, alla Protezione civile, al Servizio Civile Nazionale, la ricerca sulla risoluzione nonviolenta dei conflitti, il Terzo Settore e le organizzazioni non governative che lavorano per la pace e il disarmo.

Dunque i pacifisti viterbesi chiedono che: ''Ovunque sia possibile, in ogni piazza d’Italia. Queste iniziative di commemorazione e d’impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dare adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente. Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire. Ed occorre che si svolgano nel modo più austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio''.






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