


VITERBO - (s. l.) - Incidenti cinghiali, per l'anno 2019 sono state 64 le richieste di risarcimento presentate alla Regione in merito a episodi avvenuti nella Tuscia: 29 nel territorio dell’Atc Vt1 e 35 nel territorio dell’Atc Vt2
Il dato è sato presentato nel corso dei una videoconferenza organizzata nei giorni scorsi dal prefetto con i sindaci della provincia, l’assessore regionale all’Agricoltura Enrica Onorati e i tecnici dell’Ispra sono stai comunicati i dati sugli incidenti causati dagli ungulati in provincia di Viterbo.
Un dato nettamente sottostimato. E' stato spiegato infatti che si ''tratta solo delle richieste di indennizzo trasmesse alla Regione, molti incidenti sfuggono a questo conteggio perché le assicurazioni offrono una copertura specifica per i danni da fauna selvatica''. Richieste di risarcimento che nel corso degli anni sono andate diminuendo anche per i tempi molto lunghi per arrivare alla fine dell’iter.
In provincia, da nord a sud, l’allarme resta alto, soprattutto nei paesi che si trovano vicini a parchi e riserve. Come a Calcata, a due passi dal parco regionale della Valle del Treja: ''Il numero di questi animali è elevatissimo, il problema è che ormai arrivano dentro il paese. Vorremmo trovare un modo univoco di salvaguardare natura e sicurezza pubblica''', ha detto la sindaca Sandra Profili.
Preoccupato di questa situazione anche il sindaco di Vitorchiano: ''Da noi sta crescendo molto il turismo escursionistico, nei sentieri, non vorrei ci siano conseguenze''. Una ''situazione imbarazzante'', l’ha definita invece Fabio Menicacci, sindaco di Soriano nel Cimino: ''Alla pari di Ronciglione, Caprarola e Canepina, siamo invasi dai cinghiali, si incontrano branchi di 30-40 animali per volta. E aumentano anche gli avvistamenti in paese, fin dentro i giardini delle case''.