ANNO 16 n° 275
Inchieste, politica e i ragionamenti bizzarri di certa informazione
Il caso Bruzziches alimenta certi pruriti... non solo del Palazzo
Gabriele
03/03/2024 - 06:55
di Gabriele Mazzetti

VITERBO – Ci sono volte in cui per aiutare o soccorrere qualcuno in difficoltà, con il tuo intervento rischi di fare peggio. Per aiutare le persone in difficoltà esistono professionisti specializzati che in base alla categoria d'intervento scendono in campo per prestare soccorso. Se ad avere bisogno d'aiuto sono invece movimenti politici o partiti, talvolta sono alcune testate giornalistiche ad allungare la mano in segno di vicinanza. Sia chiaro, non c'è niente di cui stupirsi: in Italia ci sono testate giornalistiche che hanno storicamente scelto delle linee da seguire appoggiando quello o quell'altro schieramento. 

Perché questa introduzione? Nella giornata di ieri, la redazione de “La Fune” ha scritto su quello che nelle ultime settimane è un tema caldo dell'agenda politica viterbese. Il caso sono le denunce in procura mosse dal consigliere Marco Bruzziches annunciate nel consiglio comunale di dicembre. Pressioni e dichiarazioni su cui sta lavorando la Procura di Viterbo, tramite l'ascolto delle persone informate sui fatti e le classiche indagini preliminari.

Nell'articolo preso in analisi, si fanno diversi bizzarri ragionamenti, tra cui quello sulle tempistiche. In principio ci si stupisce del fatto che si parli di questo tema nonostante la procura sia ancora a lavoro sulla questione. Sembra che in questo caso ci si sia dimenticati in cosa consiste il lavoro di un giornalista. Al di là del fatto che nessuna testata al momento ha pubblicato il contenuto delle presunte “pressioni” ricevute dal consigliere, dovrebbe essere la normalità che una redazione lavori su un tema che in città imperversa, ancor più perché sembrano coinvolti i massimi rappresentanti politici. Il giornalista studia, ascolta le fonti, verifica le notizie, per poi svolgere la sua funzione, cioè informare i cittadini. Infatti il diritto/dovere di cronaca è sancito dalla legge italiana. Da quello stato democratico in cui viviamo e del quale dovremmo proteggere i principi fondamentali, sempre. Basterebbe prendere una qualsiasi inchiesta avvenuta nel passato che coinvolgeva personalità politiche, per scoprire che la stampa ha sempre anticipato i temi. Quindi non si capisce da dove derivi lo stupore (o paura). Dipende forse dal punto di vista, al tempo sostenevano “Excusatio non petita, accusatio manifesta”.

Il secondo punto su cui l'articolo si sofferma è la questione della “strumentalizzazione politica dell'inchiesta”. “La Fune” scrive: “Quando c’è “una bomba” c’è anche un obiettivo e l’obiettivo della diffusione delle registrazioni sarebbe sollevare la “questione morale” per cercare di fare implodere dall’interno il mondo frontiniano con l’intento di mandare in tilt i consiglieri di maggioranza e danneggiare l’esito del Patto Civico alle provinciali.”

Quindi da questo ragionamento si evince che il focus non è incentrato sulle denunce ed eventuali presunti reati, che nel caso venissero confermati scriverebbero una brutta pagina nella storia politica viterbese, ma ci si sofferma sull'influenza che tale evento avrebbe per i risultati alle provinciali. Un modo a dir poco bizzarro di analizzare la vicenda. Siamo sicuri che il problema sia il futuro delle alleanze per le provinciali e non la pratica messa in atto nei confronti del consigliere?

Il terzo punto su cui bisognerebbe riflettere è nella parte finale del pezzo che sembra voler (a prescindere) non considerare eventuali conclusioni legali, invitando a serrare le fila. Lo riportiamo fedelmente: “Se decidessero di fare quadrato intorno al proprio sindaco infatti riuscirebbero a rimettere la spoletta, evitando di saltare in aria e lasciando che magistratura e politica restino divise, così come dovrebbe essere in un posto normale.” Mettendo da parte la stranezza dell'esortazione al “serrate le fila”, esce fuori il sotteso ed immancabile discorso della commistione tra politica e magistratura (preventivo e senza carte alla mano).  In un “posto normale” non dovrebbe essere un problema parlare di inchieste visto il sacrosanto diritto di tutti di essere informati.

Viterbo News 24 rassicura i lettori che dalla sua parte ci sarà sempre massima fiducia nelle istituzioni e garantirà ai propri lettori diritto di informazione. Il giornale seguirà la vicenda che, a giudicar dai voli pindarici di molti, sembra tutt’altro che leggera.

 

VITERBO – Ci sono volte in cui per aiutare o soccorrere qualcuno in difficoltà, con il tuo intervento rischi di fare peggio. Per aiutare le persone in difficoltà esistono professionisti specializzati che in base alla categoria d'intervento scendono in campo per prestare soccorso. Se ad avere bisogno d'aiuto sono invece movimenti politici o partiti, spesso sono le testate giornalistiche ad allungare la mano in segno di vicinanza. Sia chiaro, non c'è niente di cui stupirsi. In Italia quasi tutte le testate giornalistiche hanno storicamente scelto delle linee da seguire appoggiando quello o quell'altro schieramento. Solitamente lo si fa per una vicinanza di idee e per impronta politica, altre volte, nella minoranza delle circostanze ad essere sinceri, per un discorso di “convenienza”.

 

Perché questa introduzione? Nella giornata di ieri, la redazione de “La Fune” ha scritto su quello che nelle ultime settimane è un tema caldo dell'agenda politica viterbese. Il caso sono le denunce in procura mosse dal consigliere Marco Bruzziches annunciate nel consiglio comunale di dicembre. Pressioni e dichiarazioni su cui sta lavorando la Procura di Viterbo, tramite l'ascolto delle persone informate sui fatti e le classiche indagini preliminari.

 

Nell'articolo preso in analisi, si fanno diversi bizzarri ragionamenti, tra cui quello sul tema delle tempistiche. In principio ci si stupisce del fatto che si parli di questo tema nonostante la procura sia ancora a lavoro sulla questione. Sembra che in questo caso ci si sia dimenticati in cosa consiste il lavoro di un giornalista. Oltre al fatto che nessuna testata al momento ha pubblicato il contenuto delle “pressioni” ricevute dal consigliere, procedura che metterebbe in difficoltà il lavoro della procura, dovrebbe essere la normalità che una redazione lavori su un tema che in città imperversa, ancor più perché sembrano coinvolti i massimi rappresentanti politici. Il giornalista studia ed ascolta le fonti, per poi svolgere la sua funzione, cioè informare i cittadini. Infatti il diritto/dovere di cronaca è sancito dalla legge italiana. Da quello stato democratico in cui viviamo e del quale dovremmo proteggere i principi fondamentali, sempre. Basterebbe prendere una qualsiasi inchiesta avvenuta nel passato che coinvolgeva personalità politiche, per scoprire che la stampa ha sempre anticipato i temi. Quindi non si capisce da dove derivi lo stupore (o paura concreta). Dipende forse dal punto di vista, al tempo sostenevano “Excusatio non petita, accusatio manifesta”.

 

Il secondo punto su cui l'articolo si sofferma è la questione della “strumentalizzazione politica dell'inchiesta”. “La Fune” scrive: “Quando c’è “una bomba” c’è anche un obiettivo e l’obiettivo della diffusione delle registrazioni sarebbe sollevare la “questione morale” per cercare di fare implodere dall’interno il mondo frontiniano con l’intento di mandare in tilt i consiglieri di maggioranza e danneggiare l’esito del Patto Civico alle provinciali.” Quindi da questo ragionamento si evince che il focus non è incentrato sulle denunce e i presunti reati (i quali se confermati necessitano di supporto e solidarietà verso il denunciante), che nel caso venissero confermate, scriverebbero una delle pagine più orribili nella storia politica viterbese, ma ci si sofferma sull'influenza che tale evento avrebbe per i risultati alle provinciali. Un modo a dir poco bizzarro di analizzare la vicenda. Siamo sicuri che il problema sia il futuro delle alleanze per le provinciali e non la pratica messa in atto nei confronti del consigliere?

 

Il terzo punto su cui bisognerebbe riflettere è nella parte finale del pezzo che sembra voler (a prescindere) non considerare eventuali conclusioni, che potrebbero anche corrispondere a reati, invitando a serrare le fila con un “negazionismo” simile a quello delle sette più integraliste. Lo riportiamo fedelmente: “Se decidessero di fare quadrato intorno al proprio sindaco infatti riuscirebbero a rimettere la spoletta, evitando di saltare in aria e lasciando che magistratura e politica restino divise, così come dovrebbe essere in un posto normale.” Mettendo da parte la stranezza dell'esortazione al “serrate le fila”, indicazione ci si aspetterebbe più da un capo di partito che da un giornalista, esce fuori il sotteso ed immancabile discorso della commistione tra politica e magistratura (preventivo e senza carte alla mano) che sembra già condannare chi da mesi lavora per accertare la verità di fatti. Ombre ed insinuazioni che minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, quelle che tutelano i diritti di tutti. In un “posto normale” non dovrebbe essere un problema parlare di inchieste. Tutti hanno diritto a sapere (come in questo caso) se siamo amministrati da persone che siano esempio del rispetto delle leggi e garanti della democrazia e dei diritti.

 

Noi della redazione di Viterbo News 24 rassicuriamo i lettori che da parte nostra ci sarà sempre massima fiducia nelle istituzioni e garantiremo ai nostri giornalisti libertà di cronaca e ai nostri lettori diritto di informazione. Seguiremo la vicenda che, a giudicar dai volo pindarici di molti, sembra tutt’altro che leggera.

 






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