ANNO 16 n° 276
Incendio in sala macchine: incubo in crociera
15/02/2013 - 09:19

Quasi sei giorni alla deriva nel Golfo del Messico. Senza più acqua, nè viveri. In condizioni sanitarie spaventose. Tanfo irrespirabile nelle sale, cuccette trasformate in discariche, corridoi uguali a fogne. È l'odissea a bordo della nave da crociera Triumph, appartenente al gruppo Carnival, lo stesso che possiede la Costa Crociere, proprietaria della Costa Concordia affondata all'isola del Giglio la notte del 13 gennaio 2012. Per le 4.200 persone (tra passeggeri e componenti dell'equipaggio) sulla nave l'incubo che ha cancellato una vacanza pagata circa 3 mila dollari a testa è iniziato domenica scorsa, dopo un incendio alla sala macchine che ha reso inutilizzabili i motori.

ALLA DERIVA - Quasi una settimana in balia delle correnti del Golfo e poi, nella notte tra mercoledì e giovedì, l'attracco al porto di Mobile, in Alabama. Qui la Triumph - un «isola galleggiate» lunga 287 metri, con suites, piscine, palestre, teatri e impianti sportivi - è arrivata grazie al traino di una flottiglia di rimorchiatori che l'hanno «agganciata». Operazione nemmeno semplice, dato che uno dei cavi utilizzati per la manovra si è tranciato di netto, obbligando la nave ad un altro imprevisto stop che ha ulteriormente terrorizzato i già spossati passeggeri. E poi le condizioni meteo non favorevoli, che hanno esposto la Triumph, senza più potenza in sala macchine, a rollii e beccheggi e a una navigazione lentissima.

LA RICHIESTA DI SOCCORSO -Dalla richiesta di soccorso partita domenica, le testimonianze inoltrate da passeggeri sulla terraferma (tramite cellulare, via sms e mail) hanno raccontato di una nave divenuta «putrida» e puzzolente, in condizioni generali in rapido e continuo peggioramento. L'esplosione ha mandato fuori uso i motori della Triumph ha fatto saltare l'energia elettrica ed il sistema di scarico delle toilettes.

SENZA ACQUA, NE' VIVERI - Senza corrente elettrica la Triumph è divenuta un gigante del mare privo di vita nelle acque del Golfo: in rapida sequenza, come in un film catastrofico, hanno smesso di funzionare ascensori, toilettes, cucine, i sistemi di comunicazione, le luci di servizio, l'aria condizionata e tutti gli altri servizi della nave. I wc hanno «straripato» sulla moquette delle cabine, dei corridoi, degli ingressi. I passeggeri - dopo il suggerimento dell'ecquipaggio - hanno usato i cestini da camera come toilettes e svuotato il contenuto in sacchi di plastica. Presto l'aria all'interno della nave è irrespirabile anche per la rottura dell'impianto di condizionamento. Il cibo - nonostante le assicurazioni dei dirigenti della linea da crociera Carnival - è divenuto subito scarso. File davanti alla mensa per attendere un sandwich, tensione tra i passeggeri, paura. «Stiamo sino a quattro ore in coda per un pezzo di pane con una fetta di pomodoro - ha raccontato Jamie Baker -. Ho visto una donna svenire, è orribile. Si vedono tubi esplodere, è come dopo l'uragano Katrina a New Orleans solo che qui galleggiamo».

LE TESTIMONIANZE - Tess Hester, mamma di una ragazza a bordo, ha ricevuto il seguente sms dalla giovane figlia: «È la peggiore esperienza della mia vita, non credo di farcela un altro giorno in mare senza acqua, cibo». La Carnival ha organizzato camere d'albergo e trasporto in aereo o in autobus per i passeggeri in arrivo. Ma la preoccupazione dei medici è quella di infezioni e contaminazioni avvenute a bordo e non ancora manifestatesi: «Le condizioni sanitarie sono pessime, c'è caldo umido, il cibo non è refrigerato, le fogne che scorrono, è una ricetta per le malattie », ha commentato Jorge Rodriguez, specialista di medicina interna. «I passeggeri devono prestare attenzione per un paio di settimane - ha raccomandato - a qualsiasi strano sintomo».

IL SEQUESTRO - Inevitabili le polemiche. I furibondi passeggeri stanno già attrezzandosi per le richieste di risarcimento, per nulla accontentati dalle scuse ufficiali dell'armatore, apparse sul sito ufficiale della Costa Carnival. Vogliono sapere come sia possibile «che un guasto all'impianto elettrico possa bloccare una nave gigantesca come la Triumph, il cui destino lo sorso anno si è incrociato con quello della Concordia. Per qualche giorno venne infatti posta sotto sequestro su richiesta dei legali americani del figlio di una donna tedesca morta nel naufragio al Giglio. Il tribunale americano mandò la polizia a mettere i sigilli sul ponte della Carnival Triumph ormeggiata nel porto di Galveston e in procinto di salpare per una crociera.

(Corriere.it)






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