ANNO 16 n° 273
Inaugurata la mostra dei reperti recuperati dai butti del Castello Baglioni di Graffignano - FOTO
Al museo della Ceramica di Palazzo Brugiotti. Ospite la soprintendente alle Belle arti Margherita Ekberg
19/09/2020 - 19:26
di Massimiliano Vismara

VITERBO - Max.Vismara - Inaugurata al museo della ceramica di palazzo Brugiotti la mostra “Graffignano Frammenti di vita quotidiana dai butti del castello Baglioni”. Venerdì pomeriggio alle 17 nella sala espositiva del museo la conferenza di presentazione della splendida collezione di reperti trovati durante gli scavi al castello Baglioni di Graffignano, ospite d’onore al taglio virtuale del nastro la soprintendente delle belle arti di Roma e dell’Etruria meridionale, Margherita Ekberg.

Come dicevamo un taglio del nastro virtuale, ma comunque una presentazione a tutti gli effetti per questa splendida mostra di reperti fagocitati da quello che nel medioevo era il sistema di smaltimento dei rifiuti: i Butti.

Infatti, in quel periodo questi pozzi scavati nella roccia o nel terreno venivano usati per gettare, una volta rotto, tutto quello che veniva usato normalmente nella vita quotidiana, ovvero vasellame e oggetti di uso comune, ma non solo anche avanzi di cibo e vestiario, e proprio dagli scavi di questi “cassonetti “medioevali del castello Baglioni di Graffignano sono emersi dei veri tesori che testimoniano la vita di tutti i giorni dei nostri antenati.

Nelle teche esposti splendidi pezzi di vasellame dell’epoca, oggetti di metallo e addirittura una moneta d’oro che costituiscono solamente una  parte della mostra realizzata grazie al contributo della Fondazione Carivit, e a presentare l’evento proprio il presidente della fondazione, Marco Lazzari.

“Questa mostra rappresenta un esempio delle abitudini sia alimentari che di vita quotidiana dei nostri antenati – ha esordito il presidente Lazzari - l’osservazione dei singoli oggetti, ci permette di immaginare come era la vita all’epoca, e ci fa capire che in fin dei conti nel quotidiano poco è cambiato, come se il tempo si configurasse in un esorabile filo rosso che continuamente ci avvolge”.

A sottolineare nel suo intervento l’importanza del progetto e delle sinergie che lo hanno reso possibile anche la soprintendente Margherita EKberg.

“Si tratta di reperti che provengono da un arco temporale di circa due secoli e mezzo, e quindi pertinente alla fase di vita del castello più storicamente significativa, questi rinvenimenti fotografano un periodo importantissimo di questa residenza, che essendo signorile ci ha restituito dei reperti ancora più decorati e personalizzati rispetto a quelli che venivano usati normalmente”.

Infine, a presentare al pubblico in sala il lavoro di scavo e di ricerca, Giuseppe Romagnoli, archeologo medievalista dell’università degli studi della Tuscia e curatore della mostra, che ha illustrato ai presenti i reperti trovati negli scavi.

Presenti inoltre in sala anche: l’assessore alla Cultura del comune di Viterbo Marco De Carolis, il sindaco di Graffignano Piero Rossi, il funzionario Maria Letizia Arancio della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma e della provincia di Viterbo e dell’Etruria meridionale, il prorettore dell’università della Tuscia Alvaro Marcucci e il questore di Viterbo Massimo Macera.

La mostra resterà aperta al pubblico dal 19 settembre al 30 settembre dal giovedì alla domenica con orario 10-13 / 15,30-18,30 e dal 1° ottobre al 15 novembre dal venerdì alla domenica con orario 10-13 / 15-18.

L’evento è realizzato nel rispetto della normativa relativa al contenimento del contagio da Covid-19, pertanto per una visita in sicurezza possono entrare massimo 12 persone alla volta, è a disposizione il gel igienizzante per le mani, è necessario rispettare la segnaletica a pavimento e indossare la mascherina.

Facebook Twitter Rss