ANNO 16 n° 272
Inaugurata la mostra dedicata all’artista Alessio Paternesi
Stefano Ubertini: “Il maestro Alessio Paternesi è stato un punto di riferimento per il nostro territorio”
Giulia
22/03/2024 - 07:32
di Giulia Ortenzi

Durante il pomeriggio di ieri, alle 17, all’università degli studi della Tuscia si è tenuta la mostra dedicata all’artista Alessio Paternesi, pittore e scultore, originario di Civita Castellana, scomparso a 86 anni ad agosto 2023. L’evento si è tenuto nella sala delle Monofore, nel complesso di Santa Maria in Gradi.
Ad iniziare la cerimonia il rettore dell’Unitus, Stefano Ubertini: “È un grande onore e piacere per me e la nostra università ospitare questa mostra di Alessio Paternesi. Il mio primo ringraziamento va alla figlia Monica e alla moglie Danka per averci dato la possibilità di organizzare questa giornata. Il maestro Alessio Paternesi è stato un punto di riferimento per il nostro territorio. Per lui, per ricordarlo, abbiamo pensato di creare questa mostra, dedicando a lui anche una borsa di studio, che verrà erogata ogni anno. Di questo dobbiamo ringraziare la fondazione Carivit, che a metà con l’università della Tuscia sosterrà questa iniziativa”.
Successivamente a prendere la parola è stata professoressa Sonia Maria Melchiorre, che ha curato l’organizzazione dell’evento: “Abbiamo fatto molte cose per la memoria di Paternesi. Queste due iniziative avremmo voluto farle prima, ma l’importante è essere qui oggi, grazie al nostro rettore. Con Maddalena Vallozza abbiamo pensato di lasciare la borsa di studio aperta a tutta la comunità studentesca, anche se inizialmente era stata pensata solamente per l’area umanistica. Ci è sembrato giusto includere tutte le facoltà”.
I saluti e i ringraziamenti del rettore Ubertini sono poi andati inoltre a Federica Giuliani che si è occupata del progetto grafico e a Marina Fracasso che, insieme con Jurij Filieri, ha curato anche il progetto nella produzione e nell’allestimento. 
Anche la figlia di Paternesi, Monica, ha voluto spendere due parole sulla mostra: “Ringrazio il rettore, il presidente della fondazione Carivit, e Sonia Melchiorre perché ha curato questo evento con un’empatia ininterrotta con papà, un legame che sta crescendo nel tempo. La mostra è dedicata ai giardini, è una passeggiata nel verde e tra gli alberi. E credo che questo sia il posto che più si addice alla crescita di alberi e frutti”.
Ad intervenire anche il vicesindaco Alfonso Antoniozzi. “Sono qui soprattutto come amico di infanzia di Monica. In questo luogo così speciale vorrei ricordare che la cosa bella dell’artista è che l’artista non muore mai. Certamente se ne va da un punto di vista terreno, ma grazie a queste forme di comunicazioni possiamo restare sempre in contatto con lui. Dobbiamo ringraziare il maestro Paternesi perché con le sue opere ci permette di capire quali specchietti della sua anima ci ha voluto raccontare con generosità. Spero passi sempre il messaggio a cui teneva moltissimo: quello dell’importanza della ricerca e della libertà”.
Presenti all’evento anche Diverse autorità civili e militari. Tra loro il consigliere regionale Daniele Sabatini, il vicepresidente del consiglio regionale Enrico Panunzi, il consigliere provinciale Maurizio Palozzi, la consigliera di Sutri Claudia Mercuri e il consigliere Enit Sandro Pappalardo. 
A concludere la cerimonia il  presidente della fondazione Carivit che ha voluto ricordare Paternesi, leggendo una parte di un’intervista rilasciata da Paternesi a Bruno Mechilli: “Viterbo mi ha dato tutto: ispirazione artistica, colori, odori, atmosfere. La Tuscia si ritrova nella mia pittura. Insomma, c’è feeling. Il problema Viterbo, oggi, è quello di volare in alto. Dal punto di vista culturale è il secondo giacimento dopo Roma, ma non è valorizzato. Il Rischio è che il viterbese si trasformi in un dormitorio di Roma, in quanto è mancata da parte degli enti locali la capacità di realizzare un progetto sociale basato sulla cultura, sull’arte e sull’ambiente. Questa terra si è dimenticata di personalità come Tecchi, pittori come Cesetti, scultori come Nagni, poeti come Cardarelli. Il territorio partorisce cultura ma non la sa difendere e
valorizzare.”
La cerimonia è proseguita con il taglio del nastro che ha inaugurato la mostra “Ti accolgo nel cuore”, esposizione di alcune opere del maestro Alessio Paternesi. Le opere potranno essere ammirate dal pubblico fino al 31 maggio 2024.

VITERBO - Durante il pomeriggio di ieri, alle 17, all’università degli studi della Tuscia si è tenuta la mostra dedicata all’artista Alessio Paternesi, pittore e scultore, originario di Civita Castellana, scomparso a 86 anni ad agosto 2023. L’evento si è tenuto nella sala delle Monofore, nel complesso di Santa Maria in Gradi.


Ad iniziare la cerimonia il rettore dell’Unitus, Stefano Ubertini: “È un grande onore e piacere per me e la nostra università ospitare questa mostra di Alessio Paternesi. Il mio primo ringraziamento va alla figlia Monica e alla moglie Danka per averci dato la possibilità di organizzare questa giornata. Il maestro Alessio Paternesi è stato un punto di riferimento per il nostro territorio. Per lui, per ricordarlo, abbiamo pensato di creare questa mostra, dedicando a lui anche una borsa di studio, che verrà erogata ogni anno. Di questo dobbiamo ringraziare la fondazione Carivit, che a metà con l’università della Tuscia sosterrà questa iniziativa”.


Successivamente a prendere la parola è stata professoressa Sonia Maria Melchiorre, che ha curato l’organizzazione dell’evento: “Abbiamo fatto molte cose per la memoria di Paternesi. Queste due iniziative avremmo voluto farle prima, ma l’importante è essere qui oggi, grazie al nostro rettore. Con Maddalena Vallozza abbiamo pensato di lasciare la borsa di studio aperta a tutta la comunità studentesca, anche se inizialmente era stata pensata solamente per l’area umanistica. Ci è sembrato giusto includere tutte le facoltà”.


I saluti e i ringraziamenti del rettore Ubertini sono poi andati inoltre a Federica Giuliani che si è occupata del progetto grafico e a Marina Fracasso che, insieme con Jurij Filieri, ha curato anche il progetto nella produzione e nell’allestimento. 


Anche la figlia di Paternesi, Monica, ha voluto spendere due parole sulla mostra: “Ringrazio il rettore, il presidente della fondazione Carivit, e Sonia Melchiorre perché ha curato questo evento con un’empatia ininterrotta con papà, un legame che sta crescendo nel tempo. La mostra è dedicata ai giardini, è una passeggiata nel verde e tra gli alberi. E credo che questo sia il posto che più si addice alla crescita di alberi e frutti”.

Ad intervenire anche il vicesindaco Alfonso Antoniozzi. “Sono qui soprattutto come amico di infanzia di Monica. In questo luogo così speciale vorrei ricordare che la cosa bella dell’artista è che l’artista non muore mai. Certamente se ne va da un punto di vista terreno, ma grazie a queste forme di comunicazioni possiamo restare sempre in contatto con lui. Dobbiamo ringraziare il maestro Paternesi perché con le sue opere ci permette di capire quali specchietti della sua anima ci ha voluto raccontare con generosità. Spero passi sempre il messaggio a cui teneva moltissimo: quello dell’importanza della ricerca e della libertà”.


Presenti all’evento anche diverse autorità. Tra loro il consigliere regionale Daniele Sabatini, il vicepresidente del consiglio regionale Enrico Panunzi, il consigliere provinciale Maurizio Palozzi, la consigliera di Sutri Claudia Mercuri e il consigliere Enit Sandro Pappalardo. 

A concludere la cerimonia il  presidente della fondazione Carivit che ha voluto ricordare Paternesi, leggendo una parte di un’intervista rilasciata da Paternesi a Bruno Mechilli: “Viterbo mi ha dato tutto: ispirazione artistica, colori, odori, atmosfere. La Tuscia si ritrova nella mia pittura. Insomma, c’è feeling. Il problema Viterbo, oggi, è quello di volare in alto. Dal punto di vista culturale è il secondo giacimento dopo Roma, ma non è valorizzato. Il Rischio è che il viterbese si trasformi in un dormitorio di Roma, in quanto è mancata da parte degli enti locali la capacità di realizzare un progetto sociale basato sulla cultura, sull’arte e sull’ambiente. Questa terra si è dimenticata di personalità come Tecchi, pittori come Cesetti, scultori come Nagni, poeti come Cardarelli. Il territorio partorisce cultura ma non la sa difendere e
valorizzare.”


La cerimonia è proseguita con il taglio del nastro che ha inaugurato la mostra “Ti accolgo nel cuore”, esposizione di alcune opere del maestro Alessio Paternesi. Un lungo corridoio ha messo in risalto i quadri e le statue che sono state esposte. Le opere potranno essere ammirate dal pubblico fino al 31 maggio 2024.

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