

Grande successo ieri per l’inaugurazione della mostra di Cristiano Carotti Golyat, curata da Francesco Santaniello presso la Sala degli Almadiani.
Inserita nell'ambito del più ampio progetto promosso da JazzUp Newgeneration, volto a dare spazio e visibilità ai giovani autori, la mostra rimarrà aperta fino al 28 Agosto (ore 17.00- 24.00, www.jazzupchannel.it) in concomitanza con il festival jazzistico, per creare un polo d’interesse che documenti la contaminazione tra forme espressive diverse, ma di certo complementari.
Non a caso la mostra è arricchita dalle azzeccatissime musiche originali del compositore e pianista Alessandro De Florio.
In occasione dell’inaugurazione Carlo Alibrandi a nome del Festival e di Blue Gas ha assegnato a Carotti l’Orange Award, un Premio istituito dalla Direzione Artistica del JazzUp Festival e volto a riconoscere la capacità di rinnovare le arti figurative. L’iniziativa inaugura una serie di Premi che il JazzUp intende riservare a tutti i talenti della musica e delle arti che aprono uno squarcio sul futuro della creatività.
Ricordiamo che il binomio musica-arte sottende tutta la ricerca di Cristiano Carotti. Una ricerca basata sul nomadismo culturale e sulla libera contaminazione di generi e forme dellessico artistico contemporaneo, prelevate, spesso, dal multiforme panoramamassmediatico.
Per l’occasione Carotti ha realizzato un'opera-installazione liberamente ispirata al soggetto del Golia.
Un soggetto iconografico caro alla Storia dell'arte che tuttavia Carotti interpreta in maniera assolutamente originale. Egli ha creato, infatti, una sorta di monumentale trittico post-industriale formato dalla cabina di un tir e da grandi lastre metalliche, sulle quali è intervenuto sia a livello plastico che pittorico. Golia di Gat, il gigante campione dell'esercito dei Filistei sconfitto dal giovane Davide, il cui nome in ebraico (Golyat) significa passaggio, rivoluzione, nella tradizione iconografica cristiana sta a simboleggiare la vittoria che si deve riportare sul male.
Al di là della generale metafora della sconfitta del male, la figura di Golia ammonisce sulle grandi difficoltà, sugli ostacoli che ogni uomo si trova adaffrontare nel corso dell'esistenza. Un gigante della strada (il tir), la figura di un corpulento uomo tatuato che campeggia nei pannelli laterali diquesto trittico, la Vittoria che con uno sberleffo (atto a scacciare gli spiriti maligni, secondo un’ancestrale tradizione) sovrasta l’intera composizione nella cuspide più alta, le figurazioni scolpite e dipinte su tutta le superfici, e la colonna sonora, ovvero la musica inedita scritta appositamente per l'evento dal compositore Alessandro Deflorio, sono tutti elementi che concorrono a creare un’opera di forte impatto emotivo-estetico. Per l’opera Golyat Carotti si è avvalso della collaborazione del BABLAB come supporto tecnico alla progettazione e alla realizzazione dell'opera.
Nella mostra sono inoltre esposti una selezione di dipinti che documentano la ricerca di Carotti. Una ricerca che possiamo inserire nell’Italian newbrow, il nuovo profilo dell’arte italiana caratterizzato da una pittura onnivora, influenzata dalla cultura globale, divisa tra immaginariopop, suggestioni folk, derive neogotiche, volta a descrivere gli sconfinamenti d’ambito e l’incertezza di questa nostra “modernità liquida” (senza confini, né certezze) teorizzata da Zygmunt Bauman.