ANNO 16 n° 272
In tre mesi minacce ai giornalisti aumentate del 50%
Una ricerca elaborata dal Servizio Analisi Criminale
26/04/2021 - 13:03

di Massimiliano Morelli 

VITERBO - Chi pensa sia facile svolgere la professione del giornalista viene accontentato dalla ricerca elaborata dal Servizio Analisi Criminale, diffusa nel corso della riunione dell’Organismo permanente di supporto al “Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti”. Aumentano in Italia gli atti intimidatori nei confronti dei cronisti, nel primo trimestre di quest’anno l’incremento è stato del cinquanta per cento, ma già i numeri dei due anni precedenti avevano destato preoccupazione. Si è passati infatti dagli 87 episodi del 2019 ai 163 dell’anno scorso (+87%), il 44% dei quali commessi attraverso canali web. Dal primo gennaio a oggi le minacce denunciate sono state 63, con un aumento del 50% rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre gli illeciti commessi online sono stati 27, il 43% del totale.

Nei mesi gennaio, febbraio e marzo 2021 sono inoltre aumentati gli atti intimidatori nei confronti delle giornaliste: dal 19% del 2020 al 24% del 2021. La colpa dei giornalisti? Sono “colpevoli2 di trattare argomenti ispidi che riguardano il fenomeno migratorio, la criminalità organizzata, le attività di gruppi neofascisti e neonazisti. La matrice degli atti intimidatori del primo trimestre di quest’anno è riconducibile per il 30% a contesti socio-politici, per il 21% ad ambiti di criminalità organizzata e per il 49% ad altre situazioni.






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