

VITERBO - “Lavoro e solidarietà, no all’austerità”. Questo lo slogan della manifestazione organizzata dalla Confederazione Europea dei Sindacati (Ces) alla quale ha aderito la Cgil che, stamani, è scesa in piazza per ‘’chiedere un cambiamento di rotta rispetto alle decisioni prese fino ad ora di una politica che ha portato alla recessione l’intera popolazione europea che non ce la fa più a sostenere questa condizione”.
Alla protesta hanno aderito un centinaio di lavoratori rappresentati di tutti i settori colpiti dalla crisi, tra i quali alcuni rappresentanti della sanità che in mattinata avevano manifestato davanti all’ospedale Belcolle per evitare la chiusura delle cucine del nosocomio e dire no all’arrivo dei pasti per i pazienti da Pomezia.
I lavoratori, provenienti da diverse zone della Tuscia, sul palco della Cgil, hanno spiegato i motivi della protesta: in sostanza, la salvaguardia del lavoro e dei lavoratori.
Miranda Perinelli, segretario generale della Cgil Viterbo, ‘’chiede che si avvii subito una politica industriale che guardi all’occupazione e che sia orientata verso l’economia verde, al risparmio energetico, all’innovazione, cioè una politica che rispetti l’ambiente, che può creare nuovi posti di lavoro. Perché solo con più lavoro si potrà uscire da una situazione recessiva e dare un’opportunità alle giovani generazioni”.