

VITERBO - E’ stata incendiata, a Partinico, nel Palermitano, la Golf Volkswagen di Leonardo Vitale di 27 anni, figlio del boss Vito, recluso al 41 bis a Viterbo. L’auto, intestata formalmente allo zio del giovane, Tommaso Lo Baido, cognato di Vito Vitale, è stata data alle fiamme nei pressi dell’abitazione del giovane, in via Bagliesi. Alla base del gesto potrebbe esserci l’infinita faida tra alcune famiglie del luogo, fatta di incendi, omicidi, sparatorie e intimidazioni.
Nonostante il carcere duro a Mammagialla, il capomafia di Partinico, infatti, era riuscito a nominare i suoi successori: prima il figlio più piccolo, Leonardo, 24 anni; poi, il primogenito Giovanni, che a 28 anni può già vantare due soggiorni in carcere (uno da minorenne) con l’accusa di associazione mafiosa. Per questo motivo gli inquirenti pensano che l’atto incendiario possa essere riconducibile al business familiare della famiglia Vitale: l’estorsione agli imprenditori.
Vito Vitale, condannato in via definitiva per associazione mafiosa e concorso in vari omicidi, tra i quali i coniugi Francesco Saporito e Giovanna Giammona, e il fratello di lei Giovanni, si trova in regime di 41 bis nel carcere viterbese di Mammagialla dal 1998, anno in cui venne arrestato dalla task force della Squadra mobile di Palermo.