

di Antimo Verde
VITERBO - In viaggio con papà, come nel film con Sordi e Verdone. Niente macchina però e nemmeno amanti da raggiungere in vacanza. Solo una via, anzi, la Via, da percorrere in cammino. Padre e figlio, insieme, da Proceno fino a Monterosi con tutto quello che di bello e memorabile c'è nel mezzo, per realizzare l'ultimo, geniale progetto di un amico che non c'è più: scrivere e raccontare in un libro la via Francigena della Tuscia come nessuno ha mai fatto prima.

Protagonisti di questa storia due ''pellegrini sui generis'', il giornalista – passato al mondo bucolico – Stefano Mecorio e il babbo Dario di 67 anni. L'idea, neanche a dirlo, è stata di Andrea Arena, indimenticabile penna del Messaggero ed ex direttore di Viterbonews24, scomparso due mesi fa a soli 39 anni. Nella sceneggiatura originale dovevano essere lui e l'amico Stefanino gli attori principali di questa avventura ma il destino ha scelto un cambio di copione. In memoria di Arenone, il suo sogno ''on the road'' cammina ora sulle gambe dei Mecorio, senior e junior.
Stefano, come è nata l'idea del libro sulla via Francigena?
''Gennaio 2016, era l'anno dei cammini. Mi chiama Andrea, alle 11 di sera, e mi propone questa cosa di realizzare una guida. Considerando la sua mole e il periodo gli ho detto: 'Tu sei matto'. Lui però ha insistito: 'No famola famola'. Alla fine ci siamo informati, probabilmente saremmo partiti ad aprile. Poi io mi sono fatto male e lui a seguire non è stato bene e non se ne è fatto più nulla. Adesso che Andrea non c'è più ho voluto portare a compimento il suo progetto''.
Sei riuscito a coinvolgere anche tuo padre
''Visto che tra poco andrà in pensione, per festeggiare gli abbiamo regalato un kit Decathlon e si è trovato incastrato. Non ha potuto dirmi di no. Di certo non è partito con i favori del pronostico: 'Vedemo se je la fo', 'Se me la sento domani vengo...'. Ora invece si è gasato e la sera mi chiama: 'Domattina se vedemo alle 8?' ''.

A che punto del cammino siete?
''Siamo partiti l'8 marzo e stiamo girando nei giorni buoni a livello meteo visto che abbiamo il privilegio di potere tornare a casa la sera. Finora abbiamo percorso 6 tappe per un totale di 75 km. Ne mancano altre 4. Abbiamo fatto Proceno, Acquapendente, San Lorenzo, Bolsena e Montefiascone. Questa mattina (ieri ndr) siamo stati a Viterbo e siamo arrivati sotto il palazzo dei papi dove ci ha aspettato Alessandra, la compagna di Andrea. È come se si fosse chiuso un piccolo cerchio. Dopo Pasqua proseguiremo fino a Monterosi dove finiremo il cammino''.
Che impressioni ti ha lasciato questa esperienza?
''Diciamo che da una cosa brutta ne è nata una bella. Sto passando più tempo con mio padre, per me è la prima volta, e andando piano sto vedendo le cose da un punto di vista privilegiato. Oggi venendo a Viterbo per la strada che ho fatto in auto per tanti anni ho scoperto una città nuova. Per chi come me è abbastanza sociopatico questo poi è il mese ideale: ti godi tutto. Quello che mi interessa, al di là del discorso sentimentale di Andrea, è di raccontare questa terra per quella che è. Camminare in mezzo a un milione di turisti o dormire in un ostello con non si sa chi sarebbe stata una distrazione. Questo è un periodo bello dal punto di vista naturalistico perché sta nascendo tutto, non si suda, non c’è casino, non ci sono file e puoi fermarti nelle attività per parlare con la gente.
Una cosa che mi ha colpito è la cartellonistica: perfetta. Non ho avuto mai bisogno di tirare fuori l'agenda o usare il gps. Nei paesi sono tutti consapevoli di cosa sia la via Francigena: la popolazione ti dà indicazioni, se entri da una parte ti chiedono da dove vieni, ci sono le insegne sui prodotti tipici e le strutture di accoglienze sono tante. Come a Proceno, 500 abitanti: ci sono i cartelli sull'aglio rosso, c’è il castello che ospita i pellegrini, il b&b, addirittura i box dove 'parcheggiare' i cavalli. Questo microturismo selezionato sta funzionando, crea economia e non inquina il territorio, a dimostrazione che anche una piccola comunità può sopravvivere con le quattro cose che ha. Presto potremmo avere il nostro Cammino di Santiago, la via Francigena a livello mondiale non è ancora tanto conosciuta ma piano piano...''.
Che ci dici riguardo il libro?
''Il libro verrà pubblicato da Edizioni Sette Città che ha accolto con entusiasmo questo progetto fin dall'inizio e ringrazio in anticipo. La sera dopo ogni tappa scrivo: aneddoti, prodotti tipici, ricette... Credo che quando avrò finito il cammino il lavoro sarà pronto, poi un altro mese per tutti gli aggiustamenti. Spero di riuscire a pubblicarlo prima dell'estate''.
Andrea che ne penserebbe?
''Lui sicuramente mi prenderebbe per il culo. Avevamo migliaia di progetti in mente e ne abbiamo messi in pratica sì e no dieci. Sicuramente sarebbe stato il compagno di viaggio 'non ideale' nel senso che io avrei fatto le tappe a piedi e lui mi sarebbe passato a riprendere con la macchina. Avrebbe fatto però la parte storica di tutti i paesi, si ricordava l'impossibile, avrebbe trovato le cose più fiche. Andrea ne sarebbe stato estremamente orgoglioso ma senza dimostrarlo, una sua grandissima caratteristica''.