ANNO 16 n° 275
In arrivo i cassonetti per lo smaltimento dei residui delle carcasse dei cinghiali
Investiti 20mila euro dall'Assessorato
16/11/2011 - 15:39

VITERBO - L’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca Franco Simeone ha incontrato i presidenti dei due ambiti territoriali di caccia della Tuscia, Giuseppe Pilli e Antonino Corsini, per dare piena attuazione all’articolo tre del nuovo Regolamento per l’Esercizio Venatorio della specie al cinghiale approvato dal Consiglio Provinciale nel luglio scorso.

L’articolo in questione stabilisce che: “La gestione della specie cinghiale è attuata dagli ATC tramite la costituzione di comprensori territoriali denominati Distretti di Gestione”.

Sul territorio provinciale sono stati costituiti otto distretti dislocati in entrambi gli Atc ai quali è demandato anche lo smaltimento dei residui da macellazione dei selvatici abbattuti dalle squadre che operano su territorio libero. Alla riunione erano presenti anche i rappresentanti dei distretti.

“Nonostante un regolamento della Comunità Europea consenta alle squadre di provvedere a sotterrare le carcasse sul luogo stesso dell’abbattimento in apposite buche coperte secondo precise disposizioni, abbiamo ritenuto opportuno individuare delle forme alternative.

Questo – ha spiegato Simeone - per garantire quel sano e corretto equilibrio fra l’attività venatoria e il rispetto dell’ambiente ed evitare rischi di inquinamento del sottosuolo. Il nostro Assessorato ha investito 20 mila euro per il posizionamento di appositi cassonetti adeguatamente dislocati negli otto distretti di gestione.

Una ditta specializzata provvederà ogni settimana, per due volte, a svuotare i contenitori durante l’intero periodo dell’attività venatoria per la specie cinghiale, e precisamente fino al 31 gennaio 2012, smaltendo poi i residui raccolti, nelle strutture preposte. Il nuovo regolamento provinciale – ha aggiunto l’assessore – ha voluto fissare regole certe per conciliare l’attività venatoria, fondamentale per limitare i danni alle colture causati dal proliferare dei cinghiali, con la salvaguardia del paesaggio naturale.

E’ per questo che abbiamo deciso di trovare soluzioni adeguate ad uno dei problemi maggiori,costituito proprio dallo smaltimento dei residui delle carcasse. La forte volontà di preservare il territorio dal rischio di impatti ambientali – ha concluso - ci ha spinto a ricercare, nelle pieghe del nostro esiguo bilancio, la somma necessaria a garantire questo servizio”.

 

 

 






Facebook Twitter Rss