


VITERBO - ''Mentre l’amministrazione Arena non ha ancora realizzato quel piano vincolistico con le aree non idonee all’installazione di grandi impianti Fer (rinnovabili industriali), continuano a piovere sul nostro territorio nuove istanze per la realizzazione di campi fotovoltaico di grandi dimensioni. Le ultime notizie riguardano un impianto da 135 ettari tra Grotte Santo Stefano e Celleno (83 quelli a Grotte), un impianto da 70 ettari dalle parti di Castel d’Asso e un impianto da 10 ettari vicino al carcere di Mammagialla''.
Nuova interrogazione in tema di paesaggio ed ambiente presentata in Consiglio comunale da Luisa Ciambella. L’esponente dem ha chiesto anche ''se gli uffici sono a conoscenza di eventuali progetti di ‘mega eolico’ (vedi Tuscania con torri alte più di 200 metri o Castel Giorgio, appena oltre il confine provinciale) anche sul nostro territorio comunale''.
''Dal registro dei progetti della Regione Lazio – ha esordito Ciambella - risultano almeno tre nuove istanze di fotovoltaico a terra. Riguardano: 1) un impianto di potenza 10.118,52 kWp (kilowatt picco) per una superficie di 10,2 ettari lungo Strada Santissimo Salvatore, a ridosso del carcere di Mammagialla (su questo progetto presentai già una interrogazione il 19 gennaio, senza successivi riscontri da parte dell’Amministrazione); 2) un impianto di potenza 82,24 MWp da realizzarsi nel Comune di Viterbo in località Pianale – Campo Lungo – Pian Auta e nel Comune di Celleno in località Selva – Podere della Morte, per una superficie totale pari a circa 135,46 ettari, così suddivisi: 83,72 ettari a Grotte Santo Stefano e 51,74 ettari a Celleno; 3) un impianto da realizzarsi in via Camorelle di potenza 49.566 kWp su una superficie pari a 70 ettari. Quest’ultimo non lontano da Castel d’Asso, seppure in area non vincolata, e per il quale è convocato in data 15/12/2021 un tavolo tecnico di confronto. Oltre a questi progetti, è in stato avanzato l’iter autorizzativo per un altro impianto fotovoltaico tra Viterbo e Montefiascone, in località La Spessa e Pozzitella, su una superficie di 46 ettari''.
Ciambella ha poi ricordato che da gennaio 2020 sono numerosi i progetti di fotovoltaico approvati nel comune di Viterbo: ''101 ettari in località Cipollaretta; 73 ettari in località Rinaldone; 17,5 ettari in località Petrignella; 8,53 ettari in località San Cataldo e 93 ettari a Pian di Giorgio. Nel caso in cui si dovessero concludere con parere positivo anche gli iter oggetto dell’interrogazione, si arriverebbe a occupare una superficie totale esorbitante, pari di circa 500 ettari. Tutti terreni agricoli e in due casi anche in prossimità di zone archeologiche: via Camorelle vicino a Catel d’Asso e Pian di Giorgio nelle vicinanze di Ferento''.
Il 5 dicembre si è celebrata la giornata mondiale del suolo. ''L’Europa – ha spiegato Ciambella - chiede di azzerare il consumo di suolo netto entro il 2050. L’Italia ha addirittura anticipato questa data al 2030. Con questi numeri invece Viterbo va esattamente nella direzione opposta. Secondo l’ultimo studio dell’Ispra, la provincia di Viterbo è settima in Italia per incremento di consumo di suolo pro capite. Un ordine del giorno approvato il 22 aprile scorso dal Consiglio comunale impegnava il sindaco e la giunta alla stesura di un piano vincolistico delle aree non idonee all’installazione di impianti Fer (fonti energie rinnovabli) 'e a riferire periodicamente sullo stato di attuazione e comunque entro 3 mesi, per evitare possibili ritardi'. Sono passati invece quasi otto mesi ormai – ha sottolineato la consigliera dem - e nonostante mie precedenti interrogazioni di questo piano non si sa nulla. Un ritardo gravissimo. A che punto è il Comune? E’ evidente che non si possa rimandare oltre l’adozione di regole. Viterbo famosa per le sue mura medievali, rischia invece di finire accerchiata da distese di silicio''.