

VITERBO - Imu e Tasi, è iniziato ufficilamente il conto alla rovescia. Il pagamento del saldo delle due imposte dovrà essere fatto entro domani, 16 dicembre. Per le molte variabili previste (aliquote, detrazioni, tetti incrociati tra imposte, quota inquilino, soglie minime) si tratta di una versamento-rompicapo che mette a dura prova il contribuente. Nello specifico, a Viterbo, l’aliquota Tasi sulla prima casa è stata fissata al 2,2 per mille (il massimo consentito dal governo era del 2,5). Sono poi previste tutta una serie di detrazioni per i redditi compresi tra i 18 e i 26mila euro.
La Tasi sulle imprese è fissata allo 0,40 per mille. Per i possessori della seconda casa è previsto anche il pagamento dell’Imu: saldo 2014 e acconto 2015. A Viterbo l’aliquota è all’1,1 per mille (massimo consentito 1,4).
Ognuno può calcolare l’importo dovuto direttamente attraverso un’apposita sezione del sito del Comune, oppure tramite commercialista o Caf.
''Nelle casse di Palazzo dei Priori – ha fatto sapere il vice sindaco Luisa Ciambella - sono entrati già 9 milioni e 939mila euro di Imu e 2 milioni e 420mila euro di Tasi. Con il saldo si conta di arrivare rispettivamente a 19 e 4 milioni. La Tasi rimane tutta nelle casse del Comune, mentre di Imu rimarranno circa 12,5 milioni''.
Ma l’obiettivo del Governo è quello di scongiurare il boom delle tasse sulla casa nel prossimo anno. L’emendamento del governo in commissione Bilancio del Senato alla legge di stabilità mira a far slittare al 2016 l’introduzione della ''local tax'', che avrebbe dovuto sostituire e accorpare le attuale imposte comunali. Senza questa modifica, l’anno prossimo il tetto di aliquota previsto al 2,5 per mille rischierebbe di salire al 6 per mille. L’aggravio secondo alcune stime potrebbe essere di 6 miliardi, dagli attuali 4 ad oltre 10.
Anche l’Imu agricola dovrebbe rientrare tra gli emendamenti del governo e slittare al 26 gennaio 2016 con un rinvio di un anno come per Tasi e Imu. Complessivamente sono oltre 60 gli emendamenti del governo alla legge di stabilità per coprire ''una serie di problemi generali'', come ha confermato ieri a Palazzo Madama il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta. La necessità di presentare un pacchetto così ampio di proposte di modifica è legato alla richiesta di evitare di sforare il termine ultimo per il deposito delle modifiche.
Tra gli emendamenti, ne arriva anche uno che congela il canone Rai l’anno prossimo: i contribuenti dovranno pagare lo stesso importo versato quest’anno, mentre slitta per ora l’idea di far pagare il canone sulla bolletta elettrica.