ANNO 16 n° 272
Imu, per una seconda casa a Viterbo si pagano 927 euro
Poco meno di duemila euro il costo dell'imposta per una abitazione di lusso. Il rapporto Uil
03/01/2022 - 07:01

VITERBO - Nel 2021 il costo medio dell’Imu per una seconda casa ubicata a Viterbo è stato di 927 euro, mentre quello per una prima casa di lusso di 1,918 euro. Il capoluogo della Tuscia viene segnalato come una delle città meno care per i costi Imu delle seconde pertinenze dell’abitazione principale. Rispettivamente 21 euro per una cantina di circa otto meri quadrati e 52 euro per un box auto di 18.

È quanto emerge dal Rapporto Imu 2021 elaborato dal Servizio Uil Lavoro, Coesione e Territorio. Il costo medio complessivo dell’IMU su una “seconda casa”, ubicata in un capoluogo di provincia, spiega Ivana Veronese - Segretaria Confederale UIL - è di 1.070 euro medi con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città. e si prendono in considerazione i costi IMU sulle prime case cosiddette di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli) - continua Ivana Veronese - sempre ubicate in un capoluogo di provincia, il costo medio è di 2.623 euro, con punte di oltre 6 mila euro nelle grandi Città.

Secondo i risultati del rapporto, il costo maggiore in valore assoluto per una seconda casa a disposizione si registra a Roma con 2.064 euro medi; a Milano, invece, si pagheranno 2.040 euro medi; a Bologna 2.038 euro; a Genova 1.775 euro; a Torino 1.745 euro.

Valori più “contenuti”, invece, ad Asti con un costo medio di 580 euro; a Gorizia con 582 euro; a Catanzaro con 659 euro; a Crotone con 672 euro; a Sondrio con 674 euro.

La media dell’aliquota applicata per le seconde case (IMU) - commenta Ivana Veronese - ammonta al 10,5 per mille e, in molti Comuni (480 municipi di cui 18 Città capoluogo), è in vigore “la ex addizionale TASI”, fino a un massimo dello 0,8 per mille, introdotta per finanziare negli scorsi anni le detrazioni per le abitazioni principali, così da portare in questi Comuni l’aliquota IMU fino all’11,4 per mille.

Viterbo è tra le Altre 74 Città capoluogo, sempre sulle seconde case, applicano l’aliquota del 10,6 per mille, tra cui Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Bari.

“Il tema della tassazione degli immobili . spiega il rapporto Uil - è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico con l’approvazione del Governo della delega fiscale in discussione in Parlamento, al cui interno vi è la revisione del catasto. Riforma attesa da più di 30 anni, dato che l’ultima revisione degli estimi catastali è datata 1989, partendo da una revisione dei valori catastali vecchi, iniqui e che non corrispondono al reale valore degli immobili, eliminando i paradossi attuali per cui case di pregio nei centri storici hanno rendite catastali basse, mentre immobili situati in periferia e costruiti più recentemente hanno rendite catastali alte''.

''Per noi la riforma del catasto - chiarisce Ivana Veronese - si rende necessaria per riportare equità nella tassazione sul mattone, annunciata più volte nel corso degli ultimi anni e mai attuata. Riforma che deve prendere vita prestando, però, molta attenzione: questo cambiamento non dovrà significare maggiori prelievi, ma una diversa e più equa ripartizione del prelievo fiscale sugli immobili. Mentre le modifiche dell’Imu - conclude Ivana Veronese - dovrebbero essere riviste organicamente riaprendo il cantiere del federalismo fiscale, riforma prevista tra l’altro nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza''.






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