ANNO 16 n° 273
Imprese senza eredi: l’Alto Lazio invecchia più del resto d’Italia
A Viterbo e Rieti cresce il numero di titolari ultrasettantenni: mancano giovani e ricambio generazionale
07/09/2025 - 01:53

di SDA

VITERBO - Il tessuto produttivo dell’Alto Lazio sta invecchiando. Negli ultimi dieci anni il numero di titolari d’impresa con più di 70 anni è cresciuto di 97 unità nella provincia di Rieti e di 230 in quella di Viterbo. È quanto emerge da un’analisi di Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese.

A giugno 2025 i titolari ultrasettantenni risultano essere 1.286 nel Reatino (14,6% del totale) e 3.837 nella Tuscia (17,9%). Percentuali più alte della media nazionale, dove gli imprenditori over 70 sono 314.824, pari al 10,7% del totale, in aumento rispetto al 2015 (8,9%).

Il fenomeno, dunque, è più accentuato nell’Alto Lazio rispetto al resto del Paese: nel decennio l’incremento è stato del +2,4% a Rieti e del +3,1% a Viterbo, contro una media italiana del +1,8%.

Questi dati si intrecciano con un altro indicatore: l’invecchiamento della popolazione. Nel 2024 l’indice di vecchiaia – cioè il rapporto percentuale tra over 65 e under 15 – è stato pari al 223,8% nel Viterbese e addirittura al 251,3% nel Reatino, contro il 193,1% della media nazionale e il 184% di quella regionale.

Si tratta di una fragilità strutturale: il territorio è caratterizzato da microimprese tradizionali, spesso a gestione familiare, dove il passaggio generazionale fatica a realizzarsi. Da un lato c’è scarsa attrattività per i giovani, dall’altro resistenze culturali alla cessione di attività storiche.

A livello nazionale, i settori più colpiti dall’invecchiamento degli imprenditori sono agricoltura (quasi un terzo dei titolari ha più di 70 anni), attività estrattive (50,7%, seppur su numeri contenuti), fornitura di energia (20,1%) e artigianato manifatturiero (9,6%). Molto più basso invece il dato nei comparti innovativi come ICT (4,2%) e consulenza (4,9%).

La sfida per l’Alto Lazio è chiara: incentivare il ricambio generazionale e creare condizioni favorevoli per i giovani imprenditori, evitando che il naturale ritiro degli over 70 si traduca in perdita di competenze, attività e posti di lavoro.






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