ANNO 16 n° 273
Imprese-banche,
rottura pił vicina
Confartigianato, Confcommercio Ascom e Federlazio: Impegni reali''
22/05/2012 - 12:02

VITERBO - “Siamo davvero in una situazione che assomiglia molto a quella del primo semestre del 2009 con il credito alle imprese, in particolare alle piccole imprese, che è tornato ad essere una rarità. Adesso il road show dell’Associazione Bancaria Italiana si presenta come la panacea di tutti i mali con il credito che sarà concesso con flussi maggiori ed a tassi più bassi. E così l’economia tornerà a crescere, grazie al road show dell’ABI”. Così Confartigianato imprese di Viterbo, Ascom Confcommercio Viterbo e Federlazio Viterbo che, commentano in modo sarcastico l'iniziativa dell'Abi, che sarà a Viterbo il 25 e 26 maggio per incontri con le scuole, i cittadini e le autorità ed i rappresentanti della società civile ed economica del territorio.

''Mentre circa il 15% delle imprese viterbesi ha dovuto affrontare nel corso del 2011 problemi di ordine finanziario, non riuscendo a soddisfare il proprio fabbisogno, mentre tre imprese su dieci ritengono che la capacità di ottenere credito da parte del sistema bancario sia peggiorata e soltanto l’1,4% osserva un leggero miglioramento di questa situazione, mentre il 46% registra un aumento delle commissioni bancarie, il 37,6% un aumento del tasso di interesse applicato, il 27,2% un aumento delle garanzie richieste ed un 10,8% la riduzione del credito concesso - affermano -, l’ABI organizza road-show per rappresentare il ruolo e l’impegno delle banche nel sostegno dell’economia. Un impegno che però non sembra coincidere nei fatti con l’inasprimento del rapporto tra le imprese ed il sistema creditizio registrato anche dall’ultimo rapporto sull’economia della Tuscia Viterbese elaborato dall’Istituto Guglielmo Tagliacarne''.

“Da tempo – commenta Giuseppe Crea, direttore di Federlazio di Viterbo - lo sappiamo, è in atto un peggioramento dei rapporti tra aziende e mondo bancario, per una stretta del merito creditizio, che in concreto si traduce in tassi di interesse e/o spread più elevati; nel rifiuto o, nella migliore delle ipotesi, in un lentissimo iter istruttorio per la concessione di nuovi finaziamenti, fino ad arrivare a brusche richieste di rientro. Esistono ampi spazi di miglioramento nel rapporto tra banca e impresa, da cui possono derivare reciproci vantaggi. Esortiamo quindi il sistema bancario a rimanere vicino alle imprese, continuando ad assicurare uno stretto rapporto con il territorio, mantenendo i livelli precedenti e sicuramente aumentando l'afflusso di credito alle imprese, indispensabile ossigeno nell'affanosa rincorsa per rimanere sul mercato”.

“Se la media italiana delle imprese che hanno ricevuto richiesta di rientro da parte del sistema bancario di finanziamenti in essere nel 2011 si attesta all’11% - rileva il direttore di Confartigianato imprese di Viterbo, Andrea De Simone – nella nostra provincia la percentuale sale al 14%. Sono le stesse imprese che evidenziano come i rapporti con le banche si sono deteriorati nel corso dell’anno passato, segnalando l’alto costo del denaro, l’eccessiva richiesta di garanzie, l’elevato costo delle commissioni e la severità dei criteri di approvazione dei finanziamenti. Registriamo, infatti, continuamente elementi di insoddisfazione da parte delle imprese che si rivolgono ai nostri Confidi che, negli ultimi anni, stanno assumendo una posizione strategica e di supporto al sistema produttivo della Tuscia. Basta – conclude De Simone – con i soliti slogan. Chiediamo azioni per rilanciare lo sviluppo e la fiducia verso il futuro. Serve uno sforzo comune per far diventare nuova liquidità a favore anche delle piccole imprese i fondi avuti dalla Banca Centrale Europea, per facilitare l’accesso al credito e per abbassare il costo dei finanziamenti”.

“Assistiamo quotidianamente sul nostro territorio – dichiara inoltre Mauro Barlozzini, direttore della Confcommercio di Viterbo - alla chiusura di ulteriori negozi e botteghe, al conseguente licenziamento di dipendenti e maestranze. Ciò è direttamente imputabile alla pesante flessione dei consumi ed alla scarsa liquidità a disposizione di imprese e famiglie, per giunta in un momento in cui l’inflazione aumenta in modo ben più sensibile di quanto ufficialmente riconosciuto. In questo contesto non possono confortarci i road show dell’ABI a Viterbo. Il nostro territorio avrebbe oggi bisogno di concimi e fertilizzanti per ricreare le condizioni adatte al germogliare di nuove iniziative produttive ed invece la politica, i tecnici e con essi anche il sistema bancario appaiono, di fronte all’opinione pubblica, in vario modo impegnati unicamente a spargere sopra le nostre teste pesticidi e diserbanti, con l’unico risultato possibile di inaridire per diversi anni la terra su cui siamo impegnati a far crescere i nostri figli. Questo non possiamo accettarlo e non siamo più disposti a ascoltare ed a credere in vane promesse”.

 






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