ANNO 16 n° 248
Imprese anziane, Viterbo č seconda in Italia, allarme sul ricambio generazionale
Dossier CNA: il 17,9% dei titolari ha oltre 70 anni. Lupidi: «Puntiamo sulle botteghe scuola per trasmettere il mestiere ai giovani»
05/09/2026 - 15:01

VITERBO - Con il 17,9% di titolari di imprese individuali con almeno 70 anni, Viterbo è la seconda provincia d'Italia per incidenza di imprenditori anziani, superata solo da Grosseto e nettamente al di sopra della media nazionale (10,7%). Un dato allarmante che emerge dal dossier CNA 'Imprese senza ricambio', il quale fotografa un progressivo invecchiamento dei titolari a fronte di una platea di giovani sempre più ridotta.

 

«È un quadro complesso, ma di fronte al quale non restiamo a guardare», commenta il segretario della CNA di Viterbo e Civitavecchia, Attilio Lupidi. 'Da tempo entriamo nelle scuole per far conoscere l'artigianato ai giovani e mostrare loro le opportunità di settori in continua evoluzione. Oggi questo lavoro viene rafforzato dai finanziamenti dedicati alle botteghe scuola: uno strumento fondamentale per consentire ai maestri artigiani di trasmettere il saper fare alle nuove generazioni e garantire continuità e futuro al nostro sistema produttivo.'

 

A livello nazionale, i titolari ultrasettantenni sfiorano quota 315mila (il 10,7% del totale, contro l'8,9% di dieci anni fa). Contemporaneamente, tra il 2014 e il 2024 le imprese giovanili in Italia sono diminuite di oltre 153mila unità (-24%). Il fenomeno dell'invecchiamento colpisce in modo particolare l'agricoltura (28,3% di over 70), la manifattura (9,6%), i trasporti (8,4%) e il commercio (7,8%): settori in cui competenze tecniche e patrimonio professionale richiedono tempi lunghi per essere sostituiti.

 

Il quadro diventa ancora più delicato osservando l'altra faccia del fenomeno: l'arretramento dell'imprenditoria giovanile. Tra il 2014 e il 2024 le imprese guidate da giovani sono diminuite soprattutto nelle costruzioni, con quasi 40mila attività in meno (-38,7%), nel commercio, dove la riduzione supera 66mila imprese (-36,2%), e nell'industria, che perde oltre 14mila imprese giovanili (-35,9%). Nel turismo la flessione è di oltre 11mila unità, pari al 18,3%.

 

Non tutti i comparti mostrano però la stessa tendenza. Nei servizi alle imprese le attività giovanili sono cresciute del 3,5%, mentre agricoltura e pesca risultano sostanzialmente stabili.

 

«Il passaggio generazionale è una delle grandi questioni di politica industriale che l'Italia deve affrontare», afferma il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini. «Ogni impresa che chiude perché non trova qualcuno disposto a continuarla significa disperdere competenze, professionalità e un patrimonio costruito in decenni di lavoro. In un Paese con una popolazione sempre più anziana, aiutare la trasmissione delle imprese significa difendere la capacità produttiva, l'occupazione e il futuro stesso dei territori».

 

 






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