


VITERBO - Un’imprenditrice di Viterbo è finita nei guai per aver abbandonato dei rifiuti in un terreno adiacente alla sua azienda di infissi. L’azienda, sottoposta a un’ispezione della Guardia di Finanza nel marzo 2020, è ora al centro di un processo che ha preso avvio questa settimana davanti al giudice monocratico del tribunale di Viterbo, Jacopo Rocchi, con le prime deposizioni di testimoni.
Durante l’ispezione, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto diversi materiali abbandonati, tra cui computer, batterie esauste, toner di stampanti, cartoni e residui di carta, esposti agli agenti atmosferici. Un ex dipendente ha dichiarato inoltre che i rifiuti appartenevano ai vecchi proprietari e che gli scarti di ferro e alluminio prodotti dall’attività venivano ritirati da ditte specializzate. Inoltre, aggiunge di aver messo dei pannelli di poliuretano espanso, che avrebbe dovuto istallare nella propria azienda agricola. L’ex dipendente ha inoltre aggiunto che, dopo la chiusura dell’azienda, ha avviato un’attività tutta sua.
Un altro ex impiegato ha confermato che i rifiuti erano stati accumulati da precedenti proprietari e che la sua squadra non aveva accesso a quell’appezzamento. Anche il figlio 33enne dell’imputata è stato ascoltato in aula per fornire chiarimenti sull’accertamento della Finanza, dichiarando che quando aveva iniziato a lavorare nel 2020 come apprendista i materiali erano già lì quando erano ancora in affitto dagli ex proprietari.