ANNO 16 n° 271
Imperversa nella Tuscia la truffa della “finta” Camera di Commercio
Vi contattano per mettervi al corrente di un credito nei confronti dell'ente, finiscono per rubarvi dati sensibili
Gabriele
01/03/2024 - 07:02
di Gabriele Mazzetti

VITERBO – In questi giorni il telefono di tanti viterbesi sta squillando, dall'altra parte della cornetta una donna che si presenta come impiegata della Camera di Commercio di Viterbo e Rieti. Vi contatta perché, per colpa di un errore sulla riscossione dei diritti camerali degli anni passati, siete creditori di poco più di 300 euro nei confronti della CCIAA.

Si tratta naturalmente di una truffa, e anche pericolosa. La donna, infatti, nel momento che si presenta, vi rivela diversi dati esatti sulle vostre attività: numero partita iva, giorno di iscrizione alla camera di commercio, quello di cessazione dell'esercizio, tipologia di società e residenza. Tutti dati che i truffatori riescono a recuperare grazie a diversi servizi telematici che permettono di effettuare le visure aziendali con un comodo abbonamento mensile.

Nella parte conclusiva della telefonata vi verrà chiesto se avete ritirato una raccomandata, inviatavi dalla Camera di Commercio, in cui era riportato l'importo che vi doveva essere bonificato. Da questo punto in poi avviene il vero e proprio tentativo di truffa. Siccome non avrete la raccomandata tra le mani, la signora al telefono vi chiederà i dati della vostra carta ricaricabile in modo da farvi un bonifico istantaneo a vostro favore. Nel momento che avrete fornito i numeri la truffa sarà riuscita.

Il campanello d'allarme che dovrebbe farvi dubitare della chiamata è la richiesta di informazioni sensibili. Contattata la Camera di Commercio di Rieti e Viterbo, ci hanno fatto sapere che essendo loro un ente pubblico non possono richiedere dati personali telefonicamente ma, laddove necessario per la gestione pratiche, sempre nel rispetto della normativa sulla privacy, lo faranno attraverso note formali e preferibilmente tramite canali di posta elettronica certificata e raccomandate. Con l'occasione, ribadiscono inoltre che l'unico tributo dovuto all'Ente camerale è il Diritto Annuale, da pagarsi mediante modello F24 o PagoPa.

Si tratta a tutti gli effetti di “phishing”, una tipologia di truffa nata sul web, in cui i malfattori fingendosi un ente affidabile richiedono informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso. Quindi attenzione alle chiamate e nel caso in cui vi rendiate conto di essere di fronte ad una truffa, non esitate a riportare l'accaduto agli organi di controllo.






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