

PROCENO - Davanti al Giudice Autizi del Tribunale di Viterbo è comparso un cittadino romano che l’anno scorso si era rifugiato nella seconda casa a Proceno ai confini del Lazio per “mitigare” le conseguenze del confinamento in un appartamento di città a Roma, ma comunque, come non gli era “consentito” allontanarsi dall’Urbe, neppure prendere a sassate un vicesindaco e molestare i pacifici cittadini dell’Alta Tuscia.
Accadde infatti che l’Imputato, oggi imputato di lesioni e stalking nei confronti dei vicini, lo scorso 8 aprile 2020, dopo che in precedenza aveva avviato una “campagna” di disturbo ai suoi vicini casa che si concretizzava in una serie di molestie del tipo: acido su un portoncino, rimozione di sampietrini stradali, suono di citofoni a vuoto ed anche un calcio ad un gatto ed anche posizionamento di uno specchio in balcone per spiare negli appartamenti altrui ed altro, quel giorno aveva oltrepassato il limite, e per l’ennesimo battibecco con un toscano anche lui rifugiatosi nel piccolo comune altolaziale, intervennero i carabinieri. Sempre l’imputato tentò giustificarsi del suo comportamento perché asseriva essergli stata manomessa la serranda del suo garage. Il Sindaco, pro bono pacis, lo invitò a lasciare il paese, ma non adempi.
Nel pomeriggio, in mancanza di un presidio di forza pubblica (Manca una stazione Carabinieri a Proceno) intervennero sul posto della sua dimora il sindaco Cinzia Pellegrini con il vice sindaco Roberto Pinzi e l’assessore Alessandro Pifferi, però l’uomo, al grido di “fascisti mafiosi” scagliò un sampietrino in direzione dei tre ed un selcio colpì il Pinzi che fu refertato per lesioni guaribili in dieci giorni.
Questi fatti vennero già narrati in aula la scorsa udienza dalla teste Chiara Pellegrini, ma ieri, con l’ascolto di una sfilata dei testi (ben cinque, di cui anche i carabinieri intervenuti) i fatti sono stati confermati con soddisfazione della difesa delle parti civili costituite.
Vedremo se con la Sentenza il Giudice Dr.Autizi vorrà ritenere un’ipotesi di attenuante aver agito in stato di confinamento per lockdown, quindi di alterate condizioni fisiche al momento dei fatti.
Ne riparleremo.