ANNO 16 n° 275
Immigrati, Sabatini: ''La città non può permettersi di spalancare le porte''
13/10/2014 - 16:27

VITERBO - “Michelini e Fersini non assumano una posizione passiva nei confronti della Regione”. Il consigliere regionale Daniele Sabatini lancia un monito dopo l’annuncio del possibile arrivo in città di immigrati e rifugiati politici da parte dell’assessore comunale ai Servizi sociali Fabrizio Fersini.

“Fugando retropensieri a connotazione razzista - chi mi conosce sa che sono lontani dalla mia impostazione e dalla mia natura - voglio richiamare l’attenzione dell’Amministrazione sulla delicata situazione che si verrebbe a innestare soprattutto in alcune aree e quartieri dove, in termini di immigrazione, è già riscontrabile una forte tensione sociale.

E’ vero che i rifugiati hanno uno status particolare e che il Fondo Sprar fornisce risorse per la loro sussistenza quotidiana ma al contempo è anche opportuno precisare che tale Fondo ha durata limitata. E dopo...chi paga? Successivamente gli oneri giornalieri sarebbero ovviamente a carico della comunità viterbese la quale, a mio avviso, non può permettersi di accollarsi questo ulteriore onere economico e sociale.

L’Amministrazione dovrebbe valutare in maniera seria l’ipotesi di accoglienza soprattutto alla luce del grave momento di crisi e di emergenza povertà dei nostri concittadini, su cui lo stesso Fersini lancia l’allarme.

Nel periodo in cui ricoprivo il suo identico ruolo, venni chiamato dall'allora Presidente della Regione Lazio Renata Polverini e dal Capo della Protezione civile Guido Bertolaso per affrontare anche a Viterbo la questione legata ai flussi migratori provenienti dalla Libia.

Rappresentai con fermezza la posizione della città, evidenziando la delicatezza del nostro tessuto sociale, la fragilità di tante famiglie e aziende dettata dalla crescente crisi economica e riuscimmo ad impedire che la città fosse raggiunta da altri immigrati.

Michelini e Fersini si assumano la responsabilità innanzi tutto nei confronti dei cittadini viterbesi. A meno che, dietro l’accettazione degli immigrati, non ci sia una precisa volontà politica e ideologica. Ma allora evitino di scaricare tutto sulla Regione Lazio”.

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