

Massimiliano Morelli
VITERBO - Immacolata, ovvero l’unico giorno “natalizio” del 2020 che non deve convivere con i paletti del DPCM. Strano ma vero, è il giorno in cui le famiglie si radunano per allestire l’albero di Natale e il presepe, ma non ci sono divieti come per il 25 e il 26 dicembre o per il primo giorno del mese di gennaio. Ironia spinge a immaginare che non esistono pericoli nell’arco della giornata odierna, buon senso porta invece a pensare che in ogni caso dovrà esserci la massima attenzione anche oggi. La qual cosa non collima, per esempio, con quanto accaduto nel fine settimana a Viterbo, dove il decreto “riapri-piazza”, concepito dal sindaco Giovanni Maria Arena per aiutare il commercio dell’area, si è trasformato da “zona rossa” a “zona divertimento”, con buona pace di mascherine e distanziamento sociale. Troppa gente e troppa disattenzione, mentre sale la sensazione di un popolo che si diverte a fare il “bastian contrario”. Eppure in Italia si contano oltre sessantamila morti per la pandemia, e le statistiche sottolineano come ci siano sedici decessi ogni mille casi di positività. Imperano le polemiche, manco fossimo al tempo dei Guelfi e dei Ghibellini, col Paese spaccato in due da dietrologia e qualunquismo. Peccato, potevamo sfruttare questa pandemia per diventare un po' più adulti…