

E' ripresa lentamente la produzione all'Ilva di Taranto, anche negli impianti sotto sequestro dal 26 luglio per disastro ambientale, dopo il tornado che ieri si è abbattuto su Taranto e sul comune di Statte, investendo anche l'area a caldo del siderurgico. L'azienda sta effettuando l'inventario dei danni strutturali subiti, mentre i lavoratori, che ieri erano stati invitati ad uscire dallo stabilimento per motivi di sicurezza, sono rientrati regolarmente al lavoro. Mancano all'appello solo i dipendenti dell'area a freddo, in ferie forzate da lunedì scorso.
Sono intanto riprese le ricerche in mare dell'operaio dell'Ilva precipitato con la cabina di una gru nell'area porto dell'azienda, investita dal tornado. I sommozzatori non hanno ancora ritrovato neppure la cabina dell'impianto. Sulla città continua ad imperversare un vento fortissimo; ieri, quando si è abbattuto il tornado per pochi minuti, il vento ha anche superato i 200 chilometri orari.
TARANTO FLAGELLATA DAL TORNADO - Un tornado di scala 1-2, con venti sino a 200 chilometri all'ora, accompagnato da un fulmine che ha spezzato uno dei camini dell'Ilva, alcune case e un campanile crollato e le finestre di una scuola infrante. E' durato poco più di mezz'ora ma ha lasciato dietro di sé una devastazione senza precedenti nella zona, con un uomo disperso, 38 feriti tra cui dieci studenti di una scuola media, la tromba d'aria che mercoledi' mattina ha investito dapprima l'area portuale dell'Ilva di Taranto poi lo stabilimento e infine alcuni comuni vicini e particolarmente Statte rimasto senza corrente per tutta la giornata e dove si trova la scuola danneggiata.
La furia del vento sembra aver puntato dritta sull'Ilva, danneggiando gravemente e in più punti lo stabilimento i cui operai sono già provati da mesi di tensioni per le inchieste giudiziarie e l'incerto futuro lavorativo. Tra gli operai che erano al lavoro in venti sono rimasti feriti, ma nessuno gravemente: quasi tutti sono stati medicati nell'infermeria interna, in quattro sono stati ricoverati in ospedale. Il danno peggiore il vento potrebbe averlo fatto nell'area portuale dove é crollata una gru del quarto sporgente dell'area imbarchi dell'Ilva trascinando in mare a 24 metri di profondità un operaio che era nella cabina di comando. In serata, quando le ricerche dei sommozzatori sono state sospese per il buio e per il mare agitato, l'uomo era ancora disperso.
La cabina di comando di un'altra gru si è abbattuta sul ponte di comando di una nave ormeggiata. Dalla costa poi il vortice ha proseguito rapidamente verso il corpo dello stabilimento dove un fulmine si é abbattuto su uno dei camini, spezzandolo e provocando l'abbattimento anche di vicini tralicci dell'elettricità. Ne è seguito un black out che ha fatto scattare all'Ilva il protocollo di emergenza che - ha detto il presidente Bruno Ferrante - 'ha funzionato benissimo'. Anche il ministro del'Ambiente, Corrado Clini, in una sua informativa alla Camera, ha confermato che 'la situazione è sotto controllo'.
'Nessun superamento dei limiti inquinanti' in seguito al fortunale che ha colpito stamani l'Ilva di Taranto è stato registrato dalle cinque centraline dell'Arpa Puglia (quattro nel capoluogo e una nel contiguo comune di Statte) che monitorano la qualità dell'aria. Lo ha detto all'ANSA il direttore del Dipartimento di Taranto dell'Agenzia regionale prevenzione e protezione ambiente, Maria Spartera. Un sopralluogo fatto dalla stessa dirigente nel Siderurgico ha accertato che nessun danno di particolare rilevanza è stato registrato dagli impianti e dalla 'rete gas'. I tecnici dell'Arpa hanno richiesto l'intervento di operai di ditte specializzate per la rimozione di numerose tettoie in eternit disperse all'esterno dello stabilimento, in particolare sulla statale 106.
ALTA TENSIONE ANCHE A GENOVA E NOVI LIGURE - Hanno dormito sui tavoli della mensa per qualche ora, dopo aver cenato con quello che le famiglie sono riuscite a far arrivare in azienda. E' trascorsa tra parole e sonno la prima notte degli operai nello stabilimento Ilva di Genova occupato da ieri con un'assemblea permanente. In tutto, sono rimasti a dormire in azienda 200 lavoratori. 'Il morale è alto - ha detto un delegato Fiom - siamo determinati a lottare. Sentiamo tutto il peso shoccante dell'annunciata chiusura'. Assemblee per ogni turno di lavoro all'Ilva di Novi Ligure. I suoi 800 dipendenti, che lavorano a freddo il materiale proveniente dallo stabilimento pugliese del gruppo, guardano con il fiato sospeso alle sorti dei colleghi di Taranto e si preparano, con due pullman, a partecipare alla manifestazione in programma domani a Roma in concomitanza con l'incontro sindacati-governo. 'C'é grande tensione, anche per quello che è accaduto stamattina a causa del maltempo', commenta Moreno Vacchina, Rsu Cisl. 'Con l'annunciato decreto del ministro Clini - aggiunge - si apre uno spiraglio, ma la strada è ancora lunga'.
ANNULLATA MANIFESTAZIONE A ROMA - L'operaio disperso, le 38 persone ferite e i gravi danni materiali provocati dalla tromba d'aria hanno indotto i sindacati Fim, Fiom e Uilm a confermare per oggi lo sciopero di 8 ore in tutto il gruppo Riva e ad annullare la manifestazione prevista a Roma, mantenendo un presidio sotto la Presidenza del Consiglio. Anche l'Unione sindacale di base (Usb) ha deciso di rinviare la manifestazione prevista per domani nella capitale.
CARD. BAGNASCO, INTERVENIRE VELOCEMENTE - 'Bisogna che si intervenga velocemente e in modo equo affinché con il tempo e le risorse necessarie si possa risanare quello che è necessario per la salute di tutti e nello stesso tempo mantenere il lavoro per migliaia di famiglie'. Lo ha detto l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, Angelo Bagnasco, parlando del caso Ilva.
CLINI: IRRESPONSABILE LASCIARE SENZA REDDITO 20.000 FAMIGLIE 'La chiusura dell'Ilva di Taranto ha effetti sociali enormi: è da irresponsabili, in questo momento, lasciare senza reddito 20.000 famiglie, per la maggior parte nel sud d'Italia'. Così il ministro Corrado Clini in Aula a Montecitorio nell'informativa del governo sulla questione Ilva.
Il provvedimento al quale si sta lavorando 'dovrebbe consentire all'Ilva di mettere in pratica le indicazioni dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) superando il blocco che si è venuto a creare dopo il sequestro degli impianti dell'area a freddo di due giorni fa', ha detto a Unomattina il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. 'Le misure indicate dall'Aia consentono di assicurare continuità produttiva e di diminuire in maniera drastica i rischi per la salute e per l'ambiente'.
Secondo Clini, 'la strada maestra è rendere possibile interventi che l'Ilva deve effettuare per rispettare le prescrizioni dell'Aia del 26 ottobre scorso. Che fanno riferimento alle migliori tecnologie oggi disponibili, indicate dall'Ue. Tali tecnologie dovrebbero essere impiegate a partire dal 2016 ma nell'Aia si dice che devono partire subito, anticipando di 4 anni il termine, al fine di garantire la protezione dell'ambiente e della salute'.
'Se l'Ilva di Taranto viene chiusa, quello stabilimento viene abbandonato: i vantaggi per l'ambiente sono zero mentre i rischi per la salute sono altissimi', ha affermato Clini aggiungendo: 'come indica chiaramente l'Unione europea la strategia di risanamento ambientale degli impianti industriali avviene attraverso il loro risanamento non la chiusura'.
'Non ho mai attaccato i magistrati e dal marzo 2012 quando ho riaperto la procedura per l'Aia ho sempre richiamato il rispetto della legge che prevede che sia il ministro dell'Ambiente a stabilire le modalità con le quali un impianto industriale debba essere esercito in modo tale da salvaguardare la salute e l'ambiente'.
'Con quella operazione la magistratura di fatto ha creato le condizioni per la chiusura degli impianti, ovvero le condizioni per rendere impossibile l'attuazione del Piano di risanamento del governo', ha detto Clini a 'La Telefonata' in onda su Canale 5. 'Non c'è bisogno' di un commissario di governo, ha aggiunto. 'Vogliamo riportare la gestione di tutto quello che riguarda l'Ilva nella legge - spiega Clini - Il governo vuole l'applicazione della legge, altrimenti sarebbe un'emergenza seria da un punto di vista istituzionale che non riguarda solo l'Ilva'.
'In maniera molto trasparente e pubblica - ha detto Clini, - anche alla presenza del procuratore capo di Taranto, recentemente ho sottolineato che non c'é bisogno di supplenza da parte della magistratura quando le amministrazioni fanno il loro dovere'. Il ministro Clini ha poi sottolineato che, al contrario di quanto riportato da un quotidiano oggi, quando era direttore generale del ministero dell'Ambiente non ha firmato la precedente Aia. 'L'autorizzazione integrata ambientale precedente fu rilasciata il 4 agosto 2011 dall'allora ministro Stefania Prestigiacomo e fu preparata dal direttore generale competente che non ero io. Queste affermazioni sono false, così come quella fatta circolare appena si aprì la vertenza quest'estate secondo la quale un dirigente dell'Ilva avrebbe detto al telefono che io ero un uomo dell'Ilva. Sono provocazioni disperate che cercano di impedirmi di lavorare, ma se lo possono scordare'.
'Dobbiamo fare in modo che in questo stabilimento, senza che chiuda, ci sia il recupero delle condizioni ambientali compatibili con la salute e non si mandino al macero 20.000 posti di lavoro'. Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sull'Ilva. 'Non possiamo permettercelo e non è accettabile per queste persone'. 'Dobbiamo salvare il loro lavoro e la loro salute', ha detto Fornero, rispondendo ad una domanda di Giovanni Floris durante la presentazione del libro 'Contro i papa'' di Antonio Polito. La situazione dell'Ilva 'mi preoccupa e molto', ha aggiunto. 'Dobbiamo preoccuparci del lavoro di queste 20 mila persone e dobbiamo preoccuparci della loro salute. Non l'uno o l'altro', ha insistito il ministro, che a proposito della tromba d'aria che si è abbattuta sulla città di Taranto e sullo stabilimento dell'Ilva ha detto: 'Oggi anche la natura sembra si accanisca'. Fornero ha anche sottolineato che 'questo governo si è trovato a fare i conti con molte eredità negative', rispondendo alla domanda se la 'preoccupa essere ministro del Lavoro in un Paese in cui succede quello che sta succedendo a Taranto'.
ansa.it