ANNO 16 n° 273
Ilva, Taranto: 'Sciopero ad oltranza'
27/07/2012 - 09:47

E' stato confermato lo sciopero ad oltranza nell'assemblea dei lavoratori che si è conclusa poco fa all'interno dello stabilimento Ilva di Taranto. I sindacalisti di categoria hanno sottolineato nei loro interventi la necessità di sollecitare un intervento del presidente Mario Monti sulla vicenda. I lavoratori hanno inoltre confermato la necessità di presidiare tutti gli ingressi nella città di Taranto.

Nel corso dell'assemblea svoltasi questa mattina nello stabilimento Ilva di Taranto, un gruppo di lavoratori ha contestato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, durante il suo intervento, che il sindacalista ha poi regolarmente concluso. Palombella fino a due anni fa è stato segretario provinciale della Uilm a Taranto. 'Io - ha detto all'ANSA Palombella - sono legato ai lavoratori dell'Ilva e i lavoratori sono legati a me, ma probabilmente in questa situazione drammatica forse si sentono abbandonati'.

L'intera area a caldo dello stabilimento sotto sequestro preventivo con tutti i suoi sei impianti e senza facolta' d'uso; otto persone, tra dirigenti ed ex dirigenti del Gruppo Riva e dello stabilimento tarantino, agli arresti domiciliari. Sono le misure pesantissime disposte dal gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento ambientale prodotto dall'azienda siderurgica piu' grande d'Europa. Le voci sul contenuto dei provvedimenti adottati dal giudice si sono diffuse gia' dalla mattinata ed hanno scatenato la protesta, comunque pacifica, dei lavoratori metalmeccanici, che hanno invaso a migliaia la citta', bloccando il ponte girevole dopo un incontro infruttuoso in Prefettura. In serata i sindacati di categoria hanno proclamato uno sciopero ad oltranza, mentre e' in corso una riunione tra gli stessi sindacati e l'azienda, convocata da quest'ultima. Domani mattina si terra un'assemblea nello stabilimento.

Il decreto di sequestro preventivo, notificato ad un legale del gruppo Riva, riguarda le aree di parchi minerali, cockerie, agglomerazione, altiforni, acciaierie e gestione materiali ferrosi. Sono state individuate anche tre figure tecniche (due funzionari dell'Arpa Puglia e uno del Dipartimento di prevenzione dell'Asl di Bari) che dovranno sovrintendere alle operazioni e garantire il rispetto delle norme di sicurezza. Della gestione delle fasi che riguardano il personale si occupera' un commercialista e revisore contabile. L'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, la cui notifica e' in corso in vari centri tra i quali Milano, riguarda il patron Emilio Riva, presidente dell'Ilva Spa fino al maggio 2010, il figlio Nicola Riva, che gli e' succeduto nella carica e si e' dimesso un paio di settimane fa, l'ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, il dirigente capo dell'area del reparto cokerie, Ivan Di Maggio, il responsabile dell'area agglomerato, Angelo Cavallo, Marco Andelmi e Salvatore D'Alo', altri due dirigenti d'area, e Salvatore De Felice, da pochi giorni subentrato a Capogrosso alla direzione dello stabilimento di Taranto. I destinatari della misura cautelare sono accusati a vario titolo di disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose e inquinamento atmosferico.

Gli impianti posti sotto sequestro, che sono molto complessi e di dimensioni gigantesche, non subiranno uno spegnimento immediato, che al contrario provocherebbe una vera e propria esplosione dello stabilimento. Occorreranno alcune settimane per chiudere gli impianti, se si dovesse davvero arrivare alla soluzione estrema. Intanto la produzione dovra' subire rallentamenti graduali. Sono circa cinquemila i lavoratori degli impianti sequestrati, su un totale di 11.500 circa dipendenti diretti dello stabilimento, ai quali vanno aggiunti circa 4.000 lavoratori dell'indotto.

''L'intenzione e' di sostenere lo stabilimento'' ha fatto sapere da Roma il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, al termine di una riunione con i rappresentanti di Regione Puglia ed enti locali coincisa con la sigla di un protocollo d'intesa che dovrebbe garantire fondi per oltre 300 milioni di euro destinati al risanamento ambientale di Taranto. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha annunciato che, in un eventuale processo, la Regione si costituira' parte civile. Ma il futuro piu' immediato e' il posto di lavoro sempre piu' traballante di migliaia di lavoratori metalmeccanici. Dall'azienda, infine, una promessa solenne: 'Non posso esprimermi ancora sul sequestro degli impianti', ma 'voglio dire che - dice il presidente dell'Ilva Spa, Bruno Ferrante - non manchera' l'impegno, come non e' mai mancato in questi anni, per tutelare in tutte le sedi opportune l'occupazione e il futuro dell'Ilva, che e' patrimonio dell'intero Paese''

ansa.it






Facebook Twitter Rss