

VITERBO - Devono essere riassunti dalla Francigena Spa, la municipalizzata incaricata dei trasporti pubblici urbani di Viterbo, i nove laboratori della ex Autoservice addetti alla gestione del parcheggio del Sacrario, licenziati senza preavviso all'inizio dell'anno e sostituiti con dei parchimetri. Lo ha stabilito ieri sera il giudice del lavoro, davanti al quale avevano impugnato i licenziamenti.
Secondo quanto si è appreso il giudice avrebbe dichiarato illegittimo il licenziamento, pertanto la Francigena dovrà pagare ai nove dipendenti tutti gli stipendi arretrati, i relativi interessi nonché i contributi assistenziali e previdenziali.
Né le proteste dei sindacati nè le prese di posizione del consiglio comunale, che a più riprese si è occupato della vicenda con l'approvazione di ordini del giorno e mozioni, ono servite a far rivedere la decisione al Cda della Francigena. Da qui la decisione dei nove licenziati di rivolgersi alla magistratura.
La sentenza emessa ieri sera dal giudice del lavoro è solo una delle tappe della lunghissima querelle giudiziaria che vede contrapposti i soci della cooperativa Autoservice e la Francigena. Una querelle intrapresa nonostante il parere contrario, almeno formalmente, del ''datore di lavoro'' della municipalizzata, cioè dell'amministrazione comunale, sfociata, finora, in 56 azioni civili, 37 delle quali già definite, che hanno visto la società soccombere sempre tranne una volta. E dai costi esorbitanti: quasi 300mila euro di stipendi arretrati da pagare, ai quali vanno aggiunti gli interessi e le rivalutazioni; 80mila euro di contributi Inps da versare; 30mila euro di spese legali. Senza tener conto delle spese che la Francigena dovrà sostenere per gli effetti dell’ultima sentenza. Tanto che da tempo si parla dell’avvio di un’azione per danno erariale nei confronti dei componenti del Cda.
L’Autoservice era una cooperativa che gestiva alcuni parcheggi a pagamento per conto del Comune. Quando la Francigena subentrò nella gestione del servizio avrebbe dovuto farsi carico, come prevedeva il bando della gara, dei lavoratori della cooperativa. Un obbligo che però la società ha sempre tentato, invano, da aggirare.
Secondo i rumors, però, nemmeno questa volta sarebbe intenzionata a ''deporre'' i licenziamenti. Quindi lo scontro sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie potrebbe proseguire. A meno che non sia il ''datore di lavoro'' a metterci una pietra sopra ''licenziando'' senza preavviso il Cda in carica.
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