


di Massimiliano Vismara
VITERBO - Cinquantatre anni (ben portati), una laurea in giurisprudenza, sorriso franco e idee ben chiare sul da farsi, questo è il biglietto da visita con cui si presenta il nuovo comandante della polizia locale di Viterbo, Mauro Vinciotti, arrivato da Orvieto dove è stato per 10 anni al comando dei caschi bianchi.
Al vertice della caserma di via Monte Cervino da meno di una settimana, il neo comandante ha concesso un'intervista a Viterbonews24, durante la quale ha sottolineato l'importanza di far conoscere alla gente il lavoro che i vigili urbani svolgono costantemente ogni giorno per il benessere del capoluogo e dei suoi abitanti, oltre naturalmente a raccontarsi un po'.
Per prima cosa benvenuto a Viterbo, poi la prima domanda d'obbligo è: quale è stata la prima impressione che le ha fatto la città?
''Veramente la conoscevo già, anzi devo dire che ai tempi dei miei studi all'università di Perugia frequentavo una comitiva di viterbesi, e quindi qui ci venivo spesso. Tra i ricordi più belli di quel periodo c'è sicuramente il tempo passato a Viterbo, specialmente il centro che all'epoca frequentavo spesso, ovviamente devo dire che un pochino del mio cuore da allora è rimasto qui''.
Quindi lei non si sente straniero qui?
''Assolutamente no, anzi devo dire che presto mi trasferirò a vivere con mia moglie a Viterbo. Logicamente il comandante della polizia locale di Viterbo deve vivere qui per essere più vicino alla comunità e ai colleghi, ma visto che questa città mi piace mi trasferirò volentieri''.
Parliamo di lavoro, quale sarà la prima cosa di cui si occuperà il nuovo comandante?
''Sicuramente dare ai vigili urbani un comandante che è a tutti gli effetti uno di loro, per essere un gruppo di persone che lavora dividendosi i compiti e affronta i problemi che si presentano insieme. Devo dire che ho trovato nei miei nuovi colleghi una grande professionalità e competenza, ovviamente le basi per un futuro lavoro insieme sono ottime''.
Ha parlato di problemi, quindi ha già individuato delle criticità su cui agire?
''No, mi pare un pochino prematuro. Semplicemente intendevo dire che una buona squadra lavora meglio se è ben affiatata, ed io intendo stabilire un rapporto paritario con le persone con cui lavoro, proprio per affrontare meglio eventuali problemi''.
Parliamo del sotto organico che affligge il corpo, siete solo una 50na se non sbaglio?
''52 per la precisione, ma confido nel fatto di poter assumere altro personale, naturalmente appena il contratto nazionale si sbloccherà permettendo così nuove assunzioni, in ogni caso le persone già in forza pur essendo poche riescono a dare un ottimo servizio alla comunità, come ripeto ho trovato grande professionalità e competenza''.
La sua idea di Vigile Urbano
''Una persona qualsiasi, padri e madri di famiglia, uno di noi insomma, un cittadino che veste la divisa per aiutare e non solo per fare multe''.
Che intende dire?
''Semplicemente che purtroppo l'agente di polizia locale è visto dalla gente come uno che fa solo contravvenzioni, e questo non è assolutamente vero. I vigili si occupano di moltissimi cose che vanno dalla tutela del decoro urbano, il controllo del conferimento dei rifiuti, il benessere degli animali, e mille altre cose importantissime per rendere una città sicura, abbiamo anche un nucleo giudiziario e siamo presenti anche in caso di situazioni di pericolo (come il crollo del palazzo in via Cardinal La Fontaine dell'altro giorno) collaborando attivamente con altre forze di polizia o con i Vigili del fuoco.
Cosa intende fare per far conoscere alla gente il vostro lavoro?
''Intanto vi annuncio che in occasione della festa di San Sebastiano (patrono del corpo) verrà distribuito un opuscolo che spiega il lavoro della polizia locale, il pieghevole è nato da un idea dell'assessore Claudia Nunzi che ritiene importantissimo far conoscere alle persone tutto il lavoro che c'è dietro una divisa da vigile urbano. Ovviamente insieme all'assessore Nunzi cercheremo di creare dei nuovi canali per veicolare alla stampa i risultati raggiunti dal corpo''.