ANNO 16 n° 274
''Il vicino mi minaccia
col coltello, io riempio
di botte sua moglie''
In aula il racconto della donna
17/09/2016 - 02:00

VITERBO – Avrebbe risolto la questione a modo suo, prima ancora che la giustizia facesse il suo corso. M.E., classe 1966, racconta in aula la propria trasformazione da vittima a carnefice: difficile, infatti, perdonare al vicino di casa le continue minacce e intimidazioni, di cui lei e sua figlia sarebbero state vittime. E così la reazione:

''Dopo che suo marito, per giorni, mi ha rincorso sul pianerottolo di casa armato di coltello, io non ci ho visto più: l’ho incontrata casualmente alla fermata degli autobus di Riello e, al suo sorriso ipocrita e forzato, ho risposto riempiendola di botte. L’ho aggredita. Molto, ma molto prepotentemente.''. Non è per niente intimidita nel trovarsi di fronte al giudice o al pubblico ministero, né accenna a vergognarsi per il suo comportamento. La 50enne M.E. originaria di Blera vuole raccontare la sua verità fino in fondo e non ha problemi ad ammettere le proprie colpe.

''Sono sicura che la donna fosse in gran parte responsabile del comportamento del marito: l’aveva aizzato contro me e mia figlia, raccontandogli che parlavamo male di lei alle sue spalle. Non è assolutamente vero – prosegue – ciò che è vero è che per intere settimane K.B. mi ha minacciato e ha tentato di ferirmi con una lama.''.

Parte offesa nel processo per lesioni personali a carico del dirimpettaio, M.E. dovrò ora però fare i conti con le proprie confessioni: il giudice, in merito all’aggressione al Riello, ha infatti inviato gli atti in procura per un possibile riscontro giudiziario.

''Non ero più libera di uscire di casa, ogni volta che mi vedeva sul pianerottolo mi aggrediva e mi inseguiva con un coltello in mano. Ricordo un giorno, era l’estate del 2013, stavo cambiando la serratura di casa. Ho fatto appena in tempo a mettermi in salvo e chiudere la porta alle mie spalle, prima che B. mi raggiungesse – conclude- d ovevo essere sempre accompagnata dai carabinieri, non era più vita quella.''.

L’udienza è stata aggiornata a febbraio del prossimo anno.






Facebook Twitter Rss