ANNO 16 n° 272
Il vescovo Romano Rossi saluta la sua Diocesi
Ieri in Cattedrale la messa di congedo:' Sarà un distacco sofferto, ma sarò chiamato a restare solo davanti al Signore'
Alessandra
31/12/2022 - 04:16
di Alessandra Sorge

CIVITA CASTELLANA - La Diocesi di Civita Castellana saluta il suo pastore. Due ali di folla e un applauso, lungo, intenso, ha stretto come in un caldo abbraccio l'ingresso del vescovo Romano Romano Rossi nel duomo di Civita Castellana per l'ultima messa officiata da sua eminenza prima del congedo. A stento la Cattedrale è riuscita a contenere l'enormità di persone intervenute alla cerimonia, un segno tangibile dell'affetto e della devozione di una comunità che in questo giorno speciale ha voluto mostrare la propria vicinanza e il proprio calore al vescovo uscente.

Presenti i sindaci della Diocesi, il presidente della provincia Alessandro Romoli, le Confraternite diocesane, le autorità civili e militari, tra cui il comandante Friano, i vescovi di numerse Diocesi, e monsignor Marco Frisina.

'Quando ho lasciato il mio paese per seguire questo incarico - ha esordito il vescovo nella sua omelia - ho vissuto il dramma del distacco, perchè non avevo ancora attaccato il cuore a questa terra benedetta. Dissi che mi sentivo schiacciato da un peso più grande di me ma ho confidato nel Signore che mi ha indicato la via. La sua fedeltà ha avuto, per me dei nomi e delle storie. Quello della beata Cecilia Eusepi, che mi ha fatto riscoprire che l'amore e la comunione con il Signore è il cuore della vita cristiana; e quello di Pierluigi Quatrini, da cui ho imparato che la nuzialità è feconda e l'amore è un sentimento cordiale, e la grazia di Dio dona la vita'.

Dagli esempi di vita di questi uomini e donne virtuosi, il vescovo ha ricordato quanto è importante per il buon cristiano concentrarsi sull'essenzialità di custodire il primato di Dio nella vita della Chiesa e dell'uomo.

'Non posso esimermi nel ringraziare quanti, in questi quindici anni, hanno accompagnato il mio cammino di fede - ha ribadito Rossi -: il popolo cristiano, dal quale ho imparato a conoscerne la dialettica e i silenzi; gli amministratori dai quali non ho mai ricevuto parole di qualunquismo e che mi hanno supportato e sopportato e che ringrazierei per nome se non fossi così emozionato; i sacerdoti che mi sono stati vicini e che sono passati sopra i miei sbagli; un grazie ai miei collaboratori che si sono prodigati al mio fianco e tutte quelle persone che con gesti semplici mi hanno dimostrato un affetto straordinario. Se avessi accettato tutti i loro inviti a pranzo e a cena - ha commentato con quel pizzico di ironia che lo contraddistingue - sarei il triplo di come sono ora'.

Prima di concludere l'omelia, una toccante riflessione sull'incedere degli anni e sulla malattia che lo ha colpito negli ultimi anni:'Questo giorno per me era inevitabile - ha ripetuto con la voce tremante dall'emozione - sarà un distacco sofferto perchè i legami si allenteranno ma lucidamente e consapevolmente vi dico che questo è il bene per entrambi. Davanti alla vecchiaia la malattia va tutelata e ora che mi sottraggo all'abbraccio delle parrocchie sarò chiamato a restare solo davanti al Signore per testimoniare la sua parola straordinaria'.

La Diocesi saluterà l'ingresso del nuovo vescovo Marco Salvi il prossimo 8 gennaio alle ore 16 presso la Cattedrale

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