ANNO 16 n° 251
Il verde pubblico? Prima di piantarlo, pensiamo a mantenerlo
A Viterbo molti alberi giovani, prati e specie ornamentali piantati nei parchi e nei giardini pubblici hanno sofferto la stagione estiva. La garden designer Priscilla Mattioli: «La manutenzione deve essere parte integrante del progetto»
08/09/2026 - 09:55

VITERBO – Prima di piantare nuovo verde pubblico, bisognerebbe chiedersi come verrà mantenuto negli anni. È la riflessione di Priscilla Mattioli, garden designer, che pone l'attenzione sulle condizioni della vegetazione urbana a Viterbo dopo una stagione estiva particolarmente difficile.

Nei parchi e nei giardini pubblici della città, osserva Mattioli, è possibile notare diverse piante, soprattutto alberi giovani, ma anche prati e specie da bordura, che non hanno superato l'estate e si sono seccate. Una situazione che, secondo la garden designer, evidenzia anche il tema della manutenzione del verde pubblico.

Realizzare un nuovo parco o riqualificare un giardino rappresenta certamente un intervento importante per una città. La progettazione consente di scegliere alberature, aiuole, prati, siepi e arredi con l'obiettivo di creare spazi più belli, sostenibili e fruibili dai cittadini.

Ma il progetto, sottolinea Mattioli, non dovrebbe terminare con la messa a dimora delle piante.

«Un albero non finisce di essere progettato quando viene piantato. Anzi, è proprio allora che comincia la parte più impegnativa», osserva.

Un'area verde, infatti, necessita di interventi continui: irrigazione, potature, controllo delle malattie, sostituzione delle piante che non attecchiscono o muoiono, pulizia e manutenzione ordinaria.

Senza queste attività, anche un progetto ben realizzato rischia in breve tempo di perdere qualità e funzionalità.

Non è soltanto una questione estetica

Il problema, secondo Mattioli, non riguarda esclusivamente il decoro urbano.

Un'area verde trascurata può diventare meno fruibile e, in alcuni casi, generare anche problemi di sicurezza. La vegetazione non curata può inoltre contribuire al deterioramento di marciapiedi e infrastrutture e rendere gli alberi più vulnerabili in occasione di eventi meteorologici estremi.

Al contrario, una corretta gestione del patrimonio verde permette alle piante di crescere e svolgere pienamente le proprie funzioni: fornire ombra, contribuire a ridurre il calore nelle aree urbane, migliorare la qualità dell'aria, favorire la biodiversità e rendere più piacevoli e vivibili gli spazi pubblici.

«La manutenzione non può essere una voce successiva»

Da qui la proposta di considerare la manutenzione non come un'attività successiva alla realizzazione di un'opera, ma come una componente dello stesso progetto.

Quando un'amministrazione decide di creare un nuovo parco o un'area verde, sostiene Mattioli, dovrebbe prevedere fin dall'inizio non soltanto le risorse necessarie per piantare alberi e realizzare aiuole, ma anche quelle indispensabili per conservarli nel tempo.

«Progettare un giardino senza progettare la sua manutenzione è un po' come costruire una casa senza pensare di occuparsi della sua manutenzione».

Una riflessione che riguarda anche la scelta delle specie vegetali, le modalità di irrigazione e la capacità di garantire nel tempo le cure necessarie, soprattutto durante le fasi iniziali di crescita delle piante.

Un investimento che va protetto

Il verde pubblico, conclude la garden designer, rappresenta un investimento per la comunità. Ma, come ogni investimento, ha bisogno di essere seguito e curato.

Un parco con alberi secchi o vulnerabili, vegetazione abbandonata, sporcizia e strutture deteriorate rischia infatti di trasformare un intervento pensato per migliorare la qualità urbana in un ulteriore elemento di degrado.

«Il verde pubblico è un investimento. Ma, come tutti gli investimenti, ha bisogno di essere curato perché possa davvero durare».






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