ANNO 16 n° 273
Il Tuscia film fest nel cuore della cittą
Un premio speciale dedicato alla memoria di Luigi Manganiello
02/07/2014 - 14:11

VITERBO – (An. Ar.) “E’ stato il nostro sogno per anni, quest’anno si è realizzato”, dice il direttore di Tuscia Film Fest Mauro Morucci. E allude alla sede dell’undicesima edizione della rassegna cinematografica (dal 10 al 16 luglio): sarà la piazza più prestigiosa di Viterbo, il luogo dove l’immaginario collettivo si specchia nella storia e, durante il festival, con la magìa moderna per antonomasia. Il cinema, appunto.

Tradizioni che si rinnovano e novità che si spera diventino presto tradizioni. La conferenza stampa di presentazione è ancora una volta alla sede della fondazione Carivit, col presidente Mario Brutti a fare gli onori di casa, gli assessori alla Cultura comunale (Delli Iaconi) e provinciale (Fraticelli), il segretario di Confartigianato De Simone, il responsabile di Archeoares Aliperti.

Morucci illustra, spiega e premette: “Oggi presentiamo l’edizione estiva, che alla fine è l’evento centrale, ma l’attività del Tuscia film fest prosegue per tutto l’anno. C’è la rassegna invernale, le attività nelle scuole, la trasferta europea a Berlino, e anche adesso siamo in Caffeina, con l’Arena del Cinema. E’ un lavoro continuo, che potrebbe anche evolversi in futuro in nuove direzioni, anche grazie alla collaborazione di Marco Muller”. Già, il direttore del Festival del Cinema di Roma ed ex numero della Mostra di Venezia, che vive a Barbarano, sarà anche presente il giorno dell’inaugurazione, giovedì 10 luglio, con la proiezione di “Smetto quando voglio”, la premiazione dell’ormai storico premio Pipolo (dedicato a Giuseppe Moccia, indimenticato regista nato proprio a Viterbo) al regista emergente Sydney Sibilia.

Non è solo la collocazione eccezionale di Palazzo papale – omaggiata con l’effige dell’Otello di Orson Welles, girato sempre nel capoluogo della Tuscia e logo ufficiale di questa edizione – a rendere straordinaria l’undicesima volta del Tff. Ci saranno tanti film da vedere, d’accordo, ospiti particolari (lunedì 14 luglio ecco Pif, ovvero Pierfrancesco Diliberto, con la sua opera prima “La Mafia uccide solo d’estate”, che ha fatto manbassa di David di Donatello), il Dopofestival in piazza della Morte (si parte il 10 con Franco Grattarola che presenta il libro “Luce Rossa”, sul cinema erotico italiano), l’appendice del Terzo Tempo Village, che dal 22 al 26 luglio al campo da rugby ospiterà presentazioni di libri e proiezioni di documentari a tema sportivo, con stand gastronomici e musica. 

La formula del Tuscia film fest ormai è collaudata. Così come collaudata è l’iniziativa Enocinema, che abbina al biglietto del film in programma l’aperitivo (a dieci euro) e l’aperitivo “rinforzato” dai prodotti di aziende locali (15 euro), mentre il biglietto normale costa 4 euro. Le collaborazioni si sprecano: con Archeoares, che mette in prevendita i biglietti e il merchandising ai musei Colle del Duomo e del Sodalizio dei Facchini), con l’associazione Un giro in centro. Le istituzioni poi hanno pubblicamente ringraziato Morucci per il livello qualitativo e organizzativo di un evento che ormai è il riferimento culturale dell’estate viterbese: per anzianità di servizio, certo, ma anche per serietà, capacità di fare marketing territoriale (nel senso migliore del termine) e anche imprenditoria culturale. Una delle poche mosche bianche del panorama viterbese.

Ma il momento più toccante è arrivato quando Morucci ha presentato un’altra novità, purtroppo una novità che sarebbe stato meglio rimandare all’infinito, visto che è un premio alla memoria. Il premio Luigi Manganiello Tuscia terra di cinema, dedicato all’avvocato e presidente della Banca di Viterbo recentemente scomparso. Un appassionato di cinema e di Tuscia film fest, del quale era un affezionato spettatore. Il riconoscimento andrà venerdì 11 luglio, in questa sua prima edizione, ad Alice Rohrwacher, la regista de “Le Meraviglie”, premio speciale della Giuria al festival di Cannes e girato per gran parte proprio nel Viterbese. “Cinema, Viterbo e Tuscia, non c’è modo migliore per ricordare mio padre”, ha chiosato Paolo Manganiello, che nella vita fa l’attore. Tu chiamale, se vuoi, coincidenze commoventi.

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