ANNO 16 n° 273
''Il tempo pieno
non č tempo vuoto''
Genitori in fila per firmare la petizione a tutela della scuola
24/05/2011 - 15:16

“In poco più di mezz’ora abbiamo raggiunto 150 firme, che si vanno ad aggiungere alle duemila che sono state raccolte nelle scorse settimane. Il nostro obiettivo è di arrivare a quota 4mila/5mila firme da portare poi a Roma, con la speranza che questo possa servire a qualcosa”. Decisamente soddisfatta dell’andamento della petizione in difesa della scuola pubblica e del modulo del tempo pieno, che si è svolta questa mattina (dalle 12 alle 15) fuori dalla scuola della Pila a Viterbo, è Luisa Ciambella (Pd) che, dopo aver incontrato il provveditore scolastico, oggi si è ritrovata, insieme a genitori e nonni, a lottare per un servizio che sta per scomparire.

“Il grande problema è che questa situazione è stata sottovalutata dal sindaco Marini e dall’assessore Fattorini – ha detto la consigliera comunale -. E’ da più di un mese che abbiamo denunciato il grande rischio che avrebbe corso la scuola nel viterbese a causa dei tagli effettuati dal ministro Gelmini, che si sono abbattuti come una vera e propria mannaia, ma non siamo stati ascoltati. Ormai già è stato fatto l’organico di diritto, che con tutta la probabilità sarà confermato da quello di fatto, previsto per luglio, e l’unica azione che possiamo intraprendere ora, è di tipo politico, ossia che i nostri rappresentanti istituzionali si facciano valere a Roma, mettendo in primo piano nella loro agenda quelle che sono le necessità dei cittadini e non solamente rimpasti, giochi di poltrone e di potere”.

Il fattore determinate nella scomparsa del tempo pieno nelle scuole è stato il taglio nei docenti: ne mancano 51, ma già con 40 unità sarebbe possibile ripristinarlo a Viterbo e provincia. Ed è proprio questa la richiesta che viene avanzata dai genitori che da giorni si stanno battendo affinché il diritto all’istruzione dei propri figli ed il loro diritto al lavoro venga rispettato. “Ho due bambini di 8 e 6 anni – ha commentato una mamma fuori la scuola della Pila – per il primo il tempo pieno è ancora garantito, per l’altro, invece, che dovrà essere iscritto a settembre alla prima elementare, non ci sarà. Ecco allora che uno andrà a scuola il sabato e l’altro no, uno usufruirà della mensa e l’altro no, uno avrà ben 13 ore di studio settimanale in più, mentre l’altro no. Come posso spiegare questo a mio figlio, cosa gli devo dire: che l’unica sua colpa è di essere nato nel 2005 e per questo essere meno tutelato?”.

Il prossimo passo in questa “battaglia” sarà fatto lunedì prossimo, quando in consiglio comunale sarà discussa la mozione presentata da Luisa Ciambella: “Mi auguro che il testo venga votato all’unanimità, perché questo sarebbe un bel segnale da dare agli organi istituzionali – ha aggiunto la consigliera del Pd – per riuscire ad ottenere quanto richiesto. Alla Lombardia è stata già concessa una deroga di 400 classi in più di tempo pieno, anche Roma si sta facendo sentire e quasi certamente si otterrà una deroga anche per il Lazio. E' importante, perciò, che anche Viterbo e la sua provincia si facciano valere e non lascino tutto nelle mani della capitale”.

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